Il 31 ottobre il Consiglio Comunale della città di Reggio Emilia ha consegnato alla nipote Francesca Bello, figlia del fratello di don Tonino, Trifone, impossibilitato a muoversi dalla Puglia, la pergamena dove si riconosce la cittadinanza onoraria a monsignor Antonio (Tonino) Bello con le motivazioni alte di costruttore instancabile di pace, non violenza, ricerca di dialogo costante e accoglienza.

La pergamena dell'onorificenza

Il percorso di questa onorificenza era iniziato nel 1992 quando la marcia dei 500, guidata da don Tonino, già gravemente ammalato, era a Sarajevo per portare una speranza di pace ai popoli stremati dalla guerra.

Alla marcia erano presenti anche 13 reggiani e l'allora Consiglio Comunale avendo riconosciuto l'importanza di questa azione di pace aveva già espresso il desiderio, nei mesi successivi, di convocare in sala del Tricolore i propri concittadini e attribuire la cittadinanza onoraria a don Tonino in un momento di festa e ringraziamento.

Purtroppo la malattia grave portò al decesso di don Tonino il 20 aprile 1993 e tutto si fermò.

Solo qualche anno dopo il presidente della Fondazione Tonino Bello chiese se e come si procedesse, ma tra i vari cambi di amministrazione, tutto si fermò.

Nel 2023, su segnalazione di una cittadina, il Consiglio comunale a distanza di più di 30 anni, riprese in mano tutto quello che era rimasto incompiuto.

In modo particolare il presidente del Consiglio Comunale, Matteo Iori, ha da quel momento seguito tutto l'iter, anche burocratico, mentre la diocesi già coinvolta nelle varie iniziative e pellegrinaggi sui luoghi di don Tonino, rispolverava scritti e intuizioni davvero profetiche di don Tonino.

È stato un lavoro lungo e collaborativo che è sbocciato nella votazione del 26 ottobre dove tutto il Consiglio Comunale all'unanimità ha approvato il conferimento della cittadinanza onoraria a don Tonino Bello e con convinzione, come ha sottolineato qualche consigliere.

Da oggi l'unica città del nord-Italia ad avere un concittadino di tale levatura è Reggio Emilia che è più che onorata di questo avvenimento e si augura di poter portare avanti il messaggio tanto citato e voluto da Tonino Bello: "la convivialità delle differenze" di cui c'è un estremo bisogno.