Un pensiero alle vittime del terremoto che ha colpito la Cina nei giorni scorsi, il ricordo di papa Paolo VI, che sarà beatificato il prossimo 19 ottobre, nel 36° anniversario della morte e il pensiero per il Medio Oriente in fiamme: «Preghiamo tanto per la pace, preghiamo tanto», ha detto a braccio salutando alcuni pellegrini mediorientali. Dopo la pausa estiva, mercoledì papa Francesco ha ripreso le udienze generali. Non in piazza San Pietro ma nell’Aula Paolo VI dov’erano presenti oltre seimila fedeli. Affollati anche l'atrio dell'aula e un bel pezzo di piazza San Pietro. Papa Bergoglio è giunto in aula prima delle 10, accolto festosamente dai presenti, e si è trattenuto per circa mezz'ora a stringere mani, scambiare battute e farsi fotografare. 

Al centro della riflessione del Pontefice le Beatitudini evangeliche: «Il giorno del giudizio», ha spiegato, «non avremo titoli o crediti da accampare» e «le domande che ci faranno sono quelle delle beatitudini». Poi ha invitato a fare ogni giorno un «esame di coscienza con il capitolo 5 il 25 del Vangelo di Matteo». «Ci farà bene sono cose semplici ma concrete: qual è il protocollo sul quale il giudice ci giudicherà? È quello che troviamo nel capitolo 25 di Matteo, oggi il compito è leggere il 5, dove ci sono le beatitudini, e anche il 25 dove c'è il protocollo, le domande che ci faranno il giorno del giudizio, non avremo titoli o crediti da accampare, ha sottolineato, il Signore ci accoglierà solo se lo avremo riconosciuto nell'affamato, nell'emarginato in chi è sofferente e solo. È questo uno dei criteri fondamentali della nostra vita cristiana su cui ci invita a misurarci ogni giorno, leggo le beatitudini e poi faccio l'esame di coscienza con il capitolo 25, ma ci farà bene, - ha detto - sono cose semplici ma concrete,la nuova alleanza consiste nel riconoscerci in Cristo, avvolti dalla sua misericordia, è questo che ci riempie di gioia, che fa della nostra vita una testimonianza bella e credibile dell'amore di Dio. Ricordatevi i compiti, capitolo 5 di Matteo e capitolo 25 di Matteo, grazie».
Gesù, ha proseguito il Papa, «dà risposta al bisogno di felicità che accompagna gli uomini». Giovanni Battista è il «ponte» «tra la promessa dell'antico testamento e il suo compimento, tra le profezie e la loro realizzazione in Cristo. Per i Vangeli Sinottici egli è il “precursore”, colui che prepara la venuta del Signore, predisponendo il popolo alla conversione del cuore e all’accoglienza della consolazione di Dio ormai vicina. Per il Vangelo di Giovanni è il “testimone”, in quanto ci fa riconoscere in Gesù Colui che viene dall’alto, per perdonare i nostri peccati e per fare del suo popolo la sua sposa, primizia dell’umanità nuova. Come “precursore” e “testimone”, Giovanni Battista ricopre un ruolo centrale all’interno di tutta la Scrittura, in quanto fa da ponte tra la promessa dell’Antico Testamento e il suo compimento, tra le profezie e la loro realizzazione in Gesù Cristo. Con la sua testimonianza Giovanni ci indica Gesù, ci invita a seguirlo, e ci dice senza mezzi termini che questo richiede umiltà, pentimento e conversione: è un invito che fa all’umiltà, al pentimento e alla conversione».

Poi, il pensiero alle vittime del sisma in Cina: «Esprimo la mia vicinanza  alle popolazioni della provincia cinese dello Yunnan, colpite domenica da un terremoto che ha provocato numerose vittime e ingenti danni. Prego per i defunti e i loro familiari, i feriti e quanti hanno perso la casa. Il Signore dia conforto, speranza e solidarietà nella prova».

Infine, il pensiero per papa Montini che moriva il 6 agosto del 1978: «Ricordiamo Paolo VI con affetto e ammirazione, considerando come egli visse totalmente dedito al servizio della Chiesa, che amò con tutto se stesso. Il suo esempio di fedele servitore di Cristo e del Vangelo sia di incoraggiamento e stimolo per tutti noi»