È alla luce della misericordia che papa Francesco legge l'anno appena trascorso, perché è la misericordia che ci aiuta a comprendere quanto abbiamo vissuto in questo tempo e a rendere grazie. Nelle parole pronunciate durante la celebrazione del Te Deum, nella basilica di san Pietro, Bergoglio ricorda che «con questo inno ripercorriamo la storia della salvezza dove, per un misterioso disegno di Dio, trovano posto e sintesi anche le varie vicende della nostra vita di quest’anno trascorso. In questo Anno giubilare assumono una speciale risonanza le parole finali dell’inno della Chiesa: "Sia sempre con noi, o Signore, la tua misericordia: in te abbiamo sperato"», dice Francesco. E spiega: «La compagnia della misericordia è luce per comprendere meglio quanto abbiamo vissuto, e speranza che ci accompagna all’inizio di un nuovo anno».
Non è solo un bilancio di avvenimenti e fatti, ma il Te Deum è occasione per «comprendere se abbiamo percepito la presenza di Dio che tutto rinnova e sostiene con il suo aiuto. Siamo interpellati a verificare se le vicende del mondo si sono realizzate secondo la volontà di Dio, oppure se abbiamo dato ascolto prevalentemente ai progetti degli uomini, spesso carichi di interessi privati, di insaziabile sete di potere e di violenza gratuita».
Il Papa ricorda le tante giornate di questo anno «segnate da violenza, da morte, da sofferenze indicibili di tanti innocenti, di profughi costretti a lasciare la loro patria, di uomini, donne e bambini senza dimora stabile, cibo e sostentamento», ma chiede di guardare anche ai «grandi gesti di bontà, di amore e di solidarietà che hanno riempito le giornate di quest’anno, anche se non sono diventate notizie dei telegiornali! Le cose buone non fanno notizia».
«Questi segni di amore non possono e non devono essere oscurati dalla prepotenza del male», dice papa Francesco. Che non dimentica quanto successo a Roma in questo anno. «La nostra città», dice Bergoglio quasi alla fine del suo breve discorso, «non è estranea a questa condizione del mondo intero. Vorrei che giungesse a tutti i suoi abitanti l’invito sincero per andare oltre le difficoltà del momento presente. L’impegno per recuperare i valori fondamentali di servizio, onestà e solidarietà permetta di superare le gravi incertezze che hanno dominato la scena di quest’anno, e che sono sintomi di scarso senso di dedizione al bene comune. Non manchi mai l’apporto positivo della testimonianza cristiana per consentire a Roma, secondo la sua storia, e con la materna intercessione di Maria Salus Populi Romani, di essere interprete privilegiata di fede, di accoglienza, di fraternità e di pace».



