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Si sono conosciuti a tavola nell’appartamento di monsignor Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato. A pranzo quel giorno, il 28 marzo del 2013, Giovedì Santo, c’erano sette preti romani invitati da Becciu al termine della Messa crismale in San Pietro, durante la quale Bergoglio aveva pronunciato l’omelia sui pastori che devono avere l’odore delle pecore. Don Angelo De Donatis era tra loro. Parroco della chiesa di San Marco evangelista a due passi dal Campidoglio, aveva parlato della sua esperienza come direttore spirituale del seminario di Roma e di quelle meditazioni, una sorta di esercizi spirituali quotidiani, che tiene intorno a mezzogiorno per permettere a chi vuole di usare diversamente la pausa pranzo degli uffici.
Papa Francesco a sorpresa si era aggiunto al pranzo a casa di monsignor Becciu e aveva ascoltato con molta attenzione la sua esperienza. Sei mesi dopo ha ricevuto la telefonata dal Papa che lo invitava a tenere le riflessioni alla Curia. In queste settimane ha mantenuto il silenzio, ha allontanato con gentilezza televisioni e giornalisti. Dice soltanto: «Ho passato il mio tempo come al solito, solo che ho pensato di più a come noi dobbiamo lasciarci sorprendere da Dio». E «lasciarsi sorprendere da Dio» era stato proprio il tema delle riflessioni proposte da don Angelo De Donatis agli esercizi spirituali dei preti romani nel 2009.





