L'attesa è palpabile. A poche ore dall'arrivo di papa Francesco, Quito si veste di allegria e festa. Persino l'esercito e la polizia - scesi in strada massicciamente - sorridono a giornalisti e turisti. L'hotel Hilton, dove è allestita la sala stampa per le migliaia di giornalisti che si sono accreditati per l'evento, da oggi ha messo la polizia a sicurezza delle entrate. Ma piu che la paura si respira la speranza per un Papa «che viene a ridare speranza ai poveri».
Per qualche giorno taceranno le proteste, imponenti, che nei giorni scorsi si sono succedute contro il governo di Correa, reo, per l'opposizione di aver voluto fortemente una legge sulla "redistribuzione del reddito". Belle parole che pero nascondono «il "furto" del Governo ai danni dei cittadini, soprattutto del ceto medio», tuonano le opposizioni. Ma il presidente dell'Ecuador risponde, convocando a suo volta manifestazioni di appoggio al suo Governo e al suo partito - la rivolucion ciudadana  -, che le nuove tasse sulle proprietà e sulle successioni non toccheranno il ceto medio, ma soltanto il due per cento della popolazione piu ricca. E, riprendendo le parole del Papa, spiega che bisogna «combattere le ingiustizie sociali e la povertà estrema».
Al presidente arriva proprio l'accusa di voler strumentalizzare l'arrivo di Francesco utilizzando la sua visita per rafforzare il suo Governo ai minimi storici di popolarità. Un'accusa che il presidente respinge al mittente minacciando persino di non assistere dal palco della autorità alla messa celebrata dal Pontefice, ma in mezzo al popolo.
Le opposizioni, intanto, si organizzano per il 9 luglio quando, lasciato l'Ecuador per la Bolivia, il Papa non sara piu in città.
«Non è una visita politica, ma pastorale», ribadiscono i vescovi dell'Ecuador. Che sperano che la venuta di papa Francesco risvegli l'impulso missionario, che «qui vuol dire contrasto alla povertà, difesa dell'ambiente, salvaguardia delle popolazioni indigene, annuncio di un Vangelo di libertà».