Affida il pensiero su Gaza e sulla guerra ai saluti in lingua araba e polacca. Papa Leone esorta i pellegrini , in particolare quelli provenienti dalla Terra Santa, «a trasformare il vostro grido nei momenti di prova e tribolazione in una preghiera fiduciosa, perché Dio ascolta sempre i suoi figli e risponde nel momento che ritiene migliore per noi» e chiede che il Signore li benedica e li «protegga sempre da ogni male!». E ai polacchi, che oggi celebrano «la Giornata Nazionale dei Bambini Polacchi Vittime della Guerra, che commemora simbolicamente le loro sofferenze e il loro contributo alla ricostruzione della Polonia dopo la Seconda Guerra Mondiale» chiede di ricordare «nelle vostre preghiere e nei vostri progetti umanitari anche i bambini dell’Ucraina, di Gaza e di altre regioni del mondo colpite dalla guerra» Poi affida «i bambini che oggi soffrono alla protezione di Maria, Regina della Pace».

Ieri, interpellato da alcuni giornalisti all’uscita da Castel Gandolfo – dove tornerà i primi di ottobre per un convegno sui cambiamenti climatici, aveva giudicato «veramente gravi» le notizie «che giungono dal Qatar di un attacco di Israele ad Hamas» e quelle dell'ultimatum di Israele ai residenti di Gaza City. Il Pontefice, in serata, è riuscito a mettersi in contatto con padre Gabriel Romanelli che lo ha rassicurato sulle condizioni dei cristiani e di quanti sono accolti nella parrocchia di Gaza. Il Papa, dal canto suo, ha ribadito che continua a pregare per la pace.