Il Dicastero per la Dottrina della Fede  lo aveva convocato per oggi, 20 giugno, alle 15.30. Monsignor Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, è stato invitato a presentarsi per prendere visione delle accuse che gli sono mosse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è accusato. La convocazione era stata notificata l’11 giugno, ma se ne è avuta notizia solo adesso dallo stesso blog dell’arcivescovo. Il Dicastero, a firma del segretario della sezione disciplinare, monsignor Joseph Kennedy, precisa che «il delitto di scisma» riguarda «affermazioni pubbliche dalle quali risulta una negazione degli elementi necessari per mantenere la comunione con la Chiesa cattolica: negazione della legittimità di Papa Francesco, rottura della comunione con Lui e rifiuto del Concilio Vaticano II». Dopo una indagine previa è stato avviato un processo extra giudiziale. L’ex nunzio è stato invitato a nominare un avvocato, in difetto provvederà lo stesso dicastero. Intanto però Viganò, che ha fatto perdere le sue tracce, sul suo blog rincara la dose definendo il Concilio Vaticano «il cancro ideologico, teologico, morale e liturgico di cui la bergogliana “chiesa sinodale” è necessaria metastasi».

Il monsignore, 83 anni,convinto novax e assertore che la pandemia di covid, in realtà, non è esistita, è un feroce avversario del Concilio e di quello che lui chiama «cosiddetto “magistero postconciliare”», cui attribuisce errori «in materia di collegialità, di ecumenismo, di libertà religiosa, di laicità dello Stato e di liturgia».