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Suor Anna Maria è morta a 106 anni nel monastero di clausura di Seregno, in Brianza
Aveva 106 anni compiuti e una storia capace di attraversare quasi un secolo di vita italiana, tra lavoro, servizio, attesa e una vocazione arrivata quando molti pensavano che il tempo delle scelte fosse ormai passato. Suor Anna Maria del Sacro Cuore, al secolo Anna Perfumo, delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento di Seregno, è morta il 9 luglio nel monastero di clausura di Seregno, in Brianza, dove viveva dal 2012. Era considerata la suora più anziana d’Italia e una delle religiose più longeve al mondo.
Ma il dato anagrafico, per quanto straordinario, racconta solo una parte della sua vicenda. La sua vita è stata segnata da una chiamata custodita a lungo e realizzata in modo inatteso: quella alla vita contemplativa.
Nata a Rocca Grimalda, nell’Alessandrino, Anna Perfumo aveva sentito fin da giovane il desiderio di consacrarsi a Dio. Ma, come raccontava lei stessa, sembravano esserci sempre degli «ostacoli» posti sul cammino.
Nel 1937, dopo il diploma da maestra elementare, scelse di rispondere alle necessità della famiglia e accettò di lavorare come educatrice presso la famiglia degli armatori Costa, in Liguria, dove seguì la formazione privata dei figli. Poi arrivò l’insegnamento nelle scuole elementari. La vita sembrava portarla altrove rispetto al monastero, ma il desiderio della consacrazione rimaneva intatto.
Un altro passaggio decisivo arrivò quando un’amica le propose di assistere un sacerdote anziano e malato a Rivarolo, vicino Genova. «Signore, forse tu mi chiami lì», raccontò di aver pensato. Rimase al suo fianco per trent’anni, fino alla morte del sacerdote.
Solo allora, ormai settantenne, poté provare a realizzare il sogno custodito per tutta la vita. Temendo che l’età avanzata e le condizioni di salute potessero rappresentare un limite, pensava quasi fosse «una presunzione» chiedere di entrare in monastero. Invece le porte delle Sacramentine di Albaro, a Genova, si aprirono. La sua vocazione arrivò così in età adulta, quando molti ritengono conclusa la stagione delle grandi decisioni.
Trasferita poi nel monastero delle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento di Seregno, suor Annamaria è diventata negli ultimi anni una presenza amata non solo dalle consorelle ma anche da migliaia di persone che hanno conosciuto la sua testimonianza attraverso internet.
A renderla una religiosa “fuori dagli schemi” è stato anche il suo rapporto con i social. Nonostante i 100 anni superati, suor Annamaria utilizzava il web e attraverso video pubblicati su YouTube condivideva pensieri sul Vangelo, riflessioni spirituali e parole di incoraggiamento. Una monaca di clausura che, senza uscire dal monastero, era riuscita a creare un ponte con il mondo esterno, raggiungendo persone lontane grazie agli strumenti della comunicazione digitale.
Dopo il suo centesimo compleanno, la regista e autrice televisiva Mimma Russo l’aveva raccontata in alcuni video realizzati all’interno della clausura di Seregno: il volto sorridente, la voce mite, la lucidità sorprendente e soprattutto l’attenzione verso gli altri. Anche negli ultimi anni suor Annamaria continuava infatti a prendersi cura delle consorelle più fragili, dimostrando che l’età non aveva spento il desiderio di servizio.
«Qualche mese fa ero andato a trovarla per portarle gli auguri della città nel suo compleanno, e ricordo ancora la sua lucidità, il suo sguardo dolce e la serenità del suo sorriso», il ricordo del sindaco di Seregno Alberto Rossi.
Suor Annamaria lascia il ricordo di una vita lunga 106 anni, ma soprattutto di una testimonianza singolare: quella di una donna che ha saputo aspettare il momento della sua vocazione, entrare in monastero a 70 anni e, arrivata all’età dei grandi numeri, usare anche la tecnologia per continuare a parlare al cuore delle persone.





