Dalle Filippine ai Caraibi, dall'America Latina al Canada, fino al ritorno nella sua Sicilia. La vita del cardinale Paolo Romeo, morto domenica 25 ottobre a 88 anni, ha attraversato continenti, pontificati e stagioni importanti della storia della Chiesa. Per quasi quarant'anni diplomatico della Santa Sede, poi arcivescovo di Palermo e cardinale, ha trascorso oltre sessant'anni nel ministero sacerdotale, alternando gli incarichi internazionali alla guida pastorale di una delle diocesi più importanti del Mezzogiorno.

Si è spento dopo una lunga malattia all'ospedale San Marco di Catania. A dare notizia della scomparsa è stata l'arcidiocesi di Palermo, guidata oggi da monsignor Corrado Lorefice, suo successore. I funerali saranno celebrati mercoledì 28 ottobre, alle 11, nella Cattedrale di Acireale, la città in cui era nato e aveva mosso i primi passi della sua vocazione.

DAL SEMINARIO DI ACIREALE ALLA DIPLOMAZIA VATICANA

Paolo Romeo nasce ad Acireale, in provincia di Catania, il 20 febbraio 1938, quinto di nove figli. La sua formazione comincia nella città natale, prima nelle scuole dei Gesuiti e poi nel seminario vescovile, dove frequenta il ginnasio e il liceo e intraprende gli studi teologici.

Nel 1959 si trasferisce a Roma, all'Almo Collegio Capranica. Studia teologia alla Pontificia Università Gregoriana e diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense. Il 18 marzo 1961 viene ordinato sacerdote ad Acireale, ma continua a vivere nella capitale per completare la formazione.

Sono anni nei quali, accanto agli studi, trova spazio anche l'attività pastorale: segue un gruppo scout romano e si dedica all'assistenza spirituale delle persone malate attraverso l'associazione dei Silenziosi Operai della Croce. Un'esperienza che precede l'inizio di una carriera destinata a portarlo lontano dalla Sicilia.

Nel 1964 entra alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, l'istituzione che prepara i diplomatici della Santa Sede. Tre anni dopo, il 1° gennaio 1967, comincia ufficialmente il suo servizio nelle rappresentanze pontificie. Le prime destinazioni sono le Filippine, il Belgio, il Lussemburgo, le Comunità Europee, il Venezuela, il Ruanda e il Burundi.

Nel 1976 rientra a Roma, in Segreteria di Stato, dove si occupa in particolare delle comunità cattoliche dell'America Latina e dei rapporti con il Consiglio episcopale latinoamericano, il Celam. Segue anche la preparazione della terza Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano, inaugurata da Giovanni Paolo II in Messico nel gennaio 1979.

QUASI QUARANT'ANNI AL SERVIZIO DELLA SANTA SEDE

Una tappa decisiva arriva il 17 dicembre 1983, quando Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo titolare di Vulturia e nunzio apostolico ad Haiti. Poche settimane dopo, il 6 gennaio 1984, è lo stesso Pontefice a conferirgli l'ordinazione episcopale nella basilica di San Pietro.

Ad Haiti Romeo si trova a rappresentare la Santa Sede in una delle fasi più difficili della storia del Paese, segnata dalla fine della dittatura della famiglia Duvalier e da una lunga stagione di instabilità politica. È un incarico che lo mette a contatto con una realtà attraversata da profonde tensioni sociali e istituzionali.

Nell'aprile 1990 viene trasferito in Colombia, dove rimane per quasi nove anni. Nel febbraio 1999 è nominato nunzio apostolico in Canada, mentre nell'aprile 2001 assume la rappresentanza pontificia in Italia e nella Repubblica di San Marino. È l'ultima destinazione della sua carriera diplomatica. Dopo decenni trascorsi tra Europa, Africa e Americhe, nel 2006 arriva per Romeo un nuovo incarico, questa volta alla guida di una comunità diocesana.

GLI ANNI DA ARCIVESCOVO DI PALERMO

Il 19 dicembre 2006 Benedetto XVI lo nomina arcivescovo metropolita di Palermo, chiamandolo a succedere al cardinale Salvatore De Giorgi. Per Romeo significa tornare nella sua Sicilia dopo una vita trascorsa prevalentemente lontano dall'Isola, assumendo la responsabilità pastorale di una Chiesa segnata anche dalle ferite della mafia e dalla testimonianza di don Pino Puglisi, il sacerdote assassinato a Brancaccio nel 1993.

Il suo ingresso ufficiale nell'arcidiocesi avviene il 10 febbraio 2007. Alla guida della Chiesa palermitana resta fino al 2015, attraversando gli ultimi anni del pontificato di Benedetto XVI e i primi di quello di Francesco.

Tra gli avvenimenti più significativi del suo episcopato c'è la beatificazione di don Pino Puglisi, celebrata il 25 maggio 2013 al Foro Italico di Palermo. Il processo per il riconoscimento del martirio del sacerdote era stato avviato sotto il suo predecessore, Salvatore De Giorgi, ma prosegue durante il ministero di Romeo, che nell'agosto 2010 nomina monsignor Vincenzo Bertolone nuovo postulatore della causa. Nel 2012 arriva il riconoscimento del martirio, che apre la strada alla beatificazione dell'anno successivo.

Un altro momento importante è la visita pastorale di Benedetto XVI a Palermo, il 3 ottobre 2010, in occasione del raduno ecclesiale regionale delle famiglie e dei giovani. Poche settimane dopo, il 20 novembre, lo stesso Pontefice crea Romeo cardinale, assegnandogli il titolo di Santa Maria Odigitria dei Siciliani, legato alla tradizione religiosa siciliana a Roma.

Romeo ricopre anche la presidenza della Conferenza episcopale siciliana e, tra il 2013 e il 2015, l'incarico di amministratore apostolico dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, realtà della Chiesa cattolica di tradizione bizantina presente in Sicilia.

Nel marzo 2013 partecipa al conclave convocato dopo la rinuncia di Benedetto XVI, dal quale viene eletto papa Francesco. Due anni più tardi, il 27 ottobre 2015, il Pontefice accoglie la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Palermo per raggiunti limiti di età e nomina come successore monsignor Corrado Lorefice.

L'ULTIMO SALUTO AD ACIREALE

Dopo aver lasciato la guida della Chiesa palermitana, Romeo sceglie di tornare a vivere stabilmente ad Acireale, mantenendo il rapporto con il clero e i fedeli della sua diocesi d'origine. Continua a partecipare, quando possibile, alle celebrazioni e ai momenti più importanti della vita ecclesiale locale.

Alla notizia della morte, monsignor Corrado Lorefice ha invitato la comunità diocesana alla preghiera e al raccoglimento, affidando il cardinale al Signore, «che saprà ricompensarlo per l'impegno profuso a servizio della sua Chiesa».

Anche la Conferenza episcopale siciliana, che Romeo aveva presieduto, ha espresso il proprio cordoglio, ricordando la sua lunga esperienza internazionale e il legame con la Sicilia. La camera ardente sarà allestita martedì 27 ottobre, dalle 9.30, nella Cattedrale di Acireale, dove alle 20 si terrà una veglia di preghiera. Il giorno successivo, alle 11, saranno celebrati i funerali.

Dopo una vita trascorsa tra incarichi diplomatici e responsabilità pastorali, Paolo Romeo torna al punto di partenza: Acireale, la città in cui era nato e dove, sessantacinque anni fa, era stato ordinato sacerdote. Qui la Chiesa gli darà l'ultimo saluto.