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Quando fondò l'Istituto, il Santo aveva l’obiettivo di curare gli "ultimi", che in quell'epoca non avevano neanche il diritto all’istruzione. Ma in questo secolo e mezzo l'Istituto è diventato ben più di una realtà locale: la sua equipe medica e specialistica è riconosciuta a livello nazionale e internazionale. "Qui, ogni giorno, continuiamo la missione di San Ludovico: non solo prendersi cura dei bambini disabili, ma consentire loro di partecipare alla vita. Ancora oggi, infatti, ci muove quella straordinaria motivazione che fu di San Ludovico: il primato della vita. La presenza delle sue spoglie ci spinge perciò a rinnovare il suo carisma, a farlo brillare” , ricorda Francesca Di Maolo, presidente del Serafico di Assisi.
La Di Maolo sottolinea come anche l’origine del nome dell’Istituto – Serafico, appunto - rappresenta “il simbolo dell’ardore e dell’amore che San Ludovico nutriva nei confronti di San Francesco. Serafico Padre, infatti, è l’appellativo del Patrono d’Italia “e il nostro Istituto è il luogo in cui ritrovare la bellezza della vita e le sue ragioni profonde; è il luogo dell’amore concreto, per dirla con Papa Francesco” conclude la Di Maolo.
La Di Maolo sottolinea come anche l’origine del nome dell’Istituto – Serafico, appunto - rappresenta “il simbolo dell’ardore e dell’amore che San Ludovico nutriva nei confronti di San Francesco. Serafico Padre, infatti, è l’appellativo del Patrono d’Italia “e il nostro Istituto è il luogo in cui ritrovare la bellezza della vita e le sue ragioni profonde; è il luogo dell’amore concreto, per dirla con Papa Francesco” conclude la Di Maolo.




