Rifiuto assoluto della Comunione ai divorziati risposati? E' il parere di uno sparuto gruppo di padri sinodali.  Lo ha riferito ai giornalisti il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, nel consueto briefing quotidiano. Padre Lombardi  ha specificato che non è realistico dire che i padri sinodali sono divisi tra il «non fare niente» o il «cambiare tutto». In realtà «l'opzione non è tra queste due possibilità». Su un tema così atteso dall'opinione pubblica mondiale, padre Lombardi ha sottolineato che «alcuni pochi erano piuttosto precisi su una posizione negativa, ma nel contesto di una attenzione della Chiesa verso tutti coloro che sono in situazioni di difficoltà».

Nella discussione si è parlato anche della riforma del processo di dichiarazione di nullità del matrimonio.

Continuano inoltre le precisazioni dei padri sinodali che, dopo essersi mostrati piuttosto seccati dalla pubblicazione di sintesi ("non autorizzate e non complete") dei loro interventi da parte del sito della conferenza episcopale polacca e dopo che la stessa conferenza ha cancellato i testi, continuano a smentire di aver preso una posizione interpretabile come una critica alla gestione del Sinodo e dunque - indirettamente - a Bergoglio. Dei 13 cardinali indicati come firmatari di una lettera piuttosto dura a papa Francesco contro qualunque apertura del Sinodo, già in quattro (ieri il cardinale Scola e il cardinale Vingt-Trois, stamane il cardinale Piacenza e oggi pomeriggio il cardinale Erdo)  hanno fatto sapere di non aver firmato nulla di tutto ciò.

Padre Lombardi ha infine troncato ogni querelle sulla Relazione finale: il documento conclusivo c i sarà, ha detto, verrà presentato in aula nella mattinata di sabato 24 ottobre; nel pomeriggio dello stesso giorno sarà votato e alla fine consegnato al Papa. Dunque, ha sottolineato il portavoce, «la Relatio non è scomparsa, quello che non sappiamo con precisione e cosa decide il Papa di fare, l'anno scorso ci ha detto: "pubblicatela subito", e noi l'abbiamo fatto; oppure ci dice "grazie, me la tengo e farò una mia esortazione", oppure "ci riflettiamo e la pubblichiamo tra quelche giorno"».