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Accompagnamento, missione, cittadinanza: sono le tre parole con cui don Stefano Guidi ha aperto la giornata del 24 ottobre all’Auditorium di Cascina Triulza, dedicata al progetto “SocialCrew Oratorio – Nuovi narratori digitali”. Si tratta di una tappa del percorso promosso dalla Fom (Fondazione Oratori Milanesi), partito lo scorso anno e che proseguirà anche nel prossimo.
Il progetto vuole infatti “accompagnare” gli adolescenti verso un mondo che ormai comprende a pieno il digitale, una dimensione ulteriore rispetto al reale che va compresa e costruita attraverso nuovi strumenti. Si tratta quindi di una vera e propria “missione”, perché si propone di individuare i mezzi giusti per raccontare l’esperienza oratoriale anche a chi non la conosce o non ne ha mai fatto parte: la vocazione di un oratorio che allarga i propri confini anziché chiudersi in se stesso. È, infine, un ausilio alla cittadinanza attiva: l’oratorio propone un modo per vivere insieme, valorizzando le diversità. E la comunicazione di queste realtà, in particolar modo quella digitale, diventa un atto politico.
Ad oggi sono 76 gli oratori lombardi che hanno preso parte all’iniziativa e 500 i ragazzi tra i 16 e i 19 anni coinvolti. Ad affiancarli ci sono 150 giovani educatori e 14 facilitatori, figure che orientano il gruppo. Ogni “crew” funziona come una piccola redazione in cui ciascuno ha un compito ben definito: narrare, creare, produrre, gestire e definire il piano editoriale. Tutte abilità che i giovanissimi apprendono attraverso moduli online con il supporto degli educatori e che poi mettono in pratica, in particolare nel periodo estivo. «Quando ci è stato chiesto di entrare in questo progetto, i ragazzi si sono mostrati da subito entusiasti», racconta Sabrina Ronconi, 36 anni, educatrice e coordinatrice laica dell’oratorio di Moltrasio. «Per loro era la valorizzazione di qualcosa che già facevano, ma per la quale non avevano ancora le tecniche necessarie. Aver avuto una formazione ed essere riconosciuti per qualcosa a cui tenevano è stato un valore aggiunto. Noi, ad esempio, abbiamo scelto il podcast come modalità per raccontare il nostro Grest».
Molti di questi oratori si trovano in piccole realtà locali con comunità raccolte e talvolta chiuse, dove non sempre è facile attivare un dialogo: «Sul lago facciamo molta fatica a fare comunità. Il nostro problema sono i numeri, perché la popolazione è minima» continua Ronconi. «L'idea di riuscire a creare un’equipe di questo tipo in una realtà simile è speciale. Significa che i ragazzi sono stati così contagiosi da far aprire la comunità a queste novità».
Quella di Social Crew è quindi una proposta che parte dal digitale per articolare un nuovo progetto educativo vicina al linguaggio dei giovanissimi: non solo fornire strumenti tecnici per narrare la propria realtà, ma anche responsabilizzarli e educarne lo sguardo, rendendolo consapevole e capace di comunicare in modo autentico. Significa anche saper gestire gli imprevisti e le “brutture” del mondo dei social. Giacomo Bassi, dell’oratorio di Cogliate, racconta a questo proposito una difficoltà emersa durante l’anno: sotto l’intervista di una ragazza della crew al vicario Raimondi sono comparsi commenti inopportuni sull’abbigliamento dell’intervistatrice. L'episodio è diventato un'occasione per affrontare la situazione come gruppo e comunità, anziché come singoli, trasformandosi in una risorsa per crescere insieme. Mattia Antonini, dell’oratorio di Vedano Olona, definisce Social Crew una vera e propria «palestra di giudizio. Il racconto è il messaggio finale: saper cogliere e raccogliere le emozioni del momento. Mostra una Chiesa in grado di camminare insieme a chi la abita». Durante l’incontro sono intervenuti anche Lorenzo Opizzi e Matteo Iacopini di ScuolaZoo, con un contributo mirato proprio alla comunicazione digitale. Dopo aver condiviso le loro esperienze come Editorial Project Manager e Creative Content Coach per quello che è ormai il “media di riferimento delle nuove generazioni”, hanno ribadito come i social siano il megafono di una generazione e, di conseguenza, una responsabilità collettiva. Da questo autunno la linea prosegue con la seconda fase del biennio, che culminerà nel novembre 2027.





