C’è un nuovo motivo per scendere alla fermata Sant’Ambrogio della M4 a Milano. Da oggi, 10 marzo, raggiungere la banchina della stazione significa entrare in una galleria d’arte che celebra alcuni dei simboli più iconici del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Protagonista è lo sguardo di Axel Ruhomaully, artista belga-mauriziano capace di trasformare macchinari industriali e modelli scientifici in autentiche apparizioni scultoree.

la fermata della metropolitana di Sant'Ambrogio

Il processo creativo dietro queste opere ha richiesto anni di dedizione e un rapporto quasi intimo con gli oggetti esposti. «Lavoro a questo progetto con il Museo da quattro anni», racconta Ruhomaully. «Per lungo tempo sono venuto a lavorare qui di notte, nel silenzio, con l'obiettivo di dare risalto alla splendida collezione permanente, plasmando e dando forma agli oggetti attraverso la mia luce». Grazie alla tecnica dei light stencils, l'artista scolpisce la materia nel buio, risvegliando colori e texture che trasformano il metallo in poesia.

L’idea di portare queste opere nel sottosuolo è nata da un’intuizione condivisa. «Il direttore creativo Bonaccorsi mi ha proposto di portare il progetto all'interno della stazione della metropolitana», continua l’artista, «ed è iniziato tutto così: con il desiderio di condividere con il grande pubblico le immagini realizzate in questi anni e mostrare a tutti quanto sia straordinario questo patrimonio».

Il risultato è un percorso visivo di grande impatto: i passeggeri si trovano faccia a faccia con la perfezione geometrica di una macchina volante ideata da Leonardo da Vinci, illuminata come se fosse su un palco teatrale. Il progetto non resta però confinato sottoterra, ma emerge in superficie coinvolgendo il torrino esterno dell'ascensore in via San Vittore 7, che diventa un vero e proprio segnale visivo e culturale per i passanti.

Anche per Metro 4 S.p.A., l'operazione rappresenta un investimento sulla qualità del tempo dei cittadini. Il Presidente Alessandro Lamberti ha sottolineato come la M4 non debba essere solo un’infrastruttura efficiente e sostenibile, ma un ambiente capace di incidere positivamente sull’esperienza urbana. La metropolitana si trasforma così in un luogo di incontro con la bellezza, dove la tecnologia del passato e la mobilità del futuro corrono sugli stessi binari.
 

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