«In un momento storico come questo, in cui l’accessibilità è alla base dell’apertura culturale e dell’educazione di persone che hanno una capacità diversa, il presupposto è non pensare che siamo tutti uguali, ma che abbiamo tutti gli stessi diritti», dice Roberta Meomartini, storica dell’arte e guida specializzata in percorsi tattili, operante al Museo Cappella Sansevero da più di venti anni. «È proprio questo che ci ha portato ad un tipo di lavoro condiviso per consentire una visione attraverso il tatto a persone non vedenti e ipovedenti. Quindi, cerchiamo con la metodologia dell’esplorazione tattile di costruire un’immagine attraverso il racconto che accompagna ogni singolo movimento per permettere a tutti di sentire anziché di vedere», continua la storica Meomartini.

Il prossimo 17 marzo, il Museo Cappella Sansevero aprirà alla visita tattile del Cristo velato (Antonio Sanmartino, 1753) e dei bassorilievi della Pudicizia (Antonio Corradini, 1751) e del Disinganno (Francesco Queirolo, 1753-54), opere scultoree e capolavori barocchi del XVIII secolo. L’esplorazione tattile, dal titolo La meraviglia a portata di mano, offre a titolo gratuito la possibilità a ogni persona con disabilità visiva di avere una guida personale che la conduce nella scoperta di questo patrimonio internazionale custodito nel cuore antico di Napoli.

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«L’incontro fra il Museo e l’Unione italiana dei Ciechi e degli ipovedenti della sezione territoriale di Napoli è stato voluto, riflettuto. Si tratta di un progetto che avevamo già realizzato dieci anni fa con modalità molto simili e che volevamo replicarlo da tempo ma che a causa del lockdown è stato più possibile sino a oggi», afferma Maria Alessandra Masucci, presidente del Museo Cappella Sansevero, e continua: «L’accessibilità è un metodo, una mentalità, quindi abbiamo il dovere di mettere a disposizione gli strumenti perché tutti possano conoscere e godere degli spazi culturali. L’accessibilità deve diventare ordinaria, come ordinari sono già i nostri progetti “Museo per tutti”, vale a dire percorsi dedicati a visitatori, adulti o bambini, con disabilità intellettiva, il tour “DescriVedendo” che propone audioguide per gli ipovedenti e i percorsi video in LIS per persone non udenti».

La visita tattile avviene con una o due mani, la seconda è quella della guida che segue l’esigenza del visitatore. Le mani seguono centimetro per centimetro la ricostruzione dell’immagine visiva che restituisce l’esplorazione. Al tatto arrivano dettagli che alla vista, per chi ha possibilità di ammirare la scultura, molto spesso non arrivano, come confermato dalle voci di persone non vedenti che hanno descritto la propria esperienza con grande emozione.

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«Il mistero del Cristo velato è ancora vivo perché non si riesce a capire come abbia fatto lo scultore a ricavarla da un unico blocco di marmo, fatto sta che mentre lo toccavo, sentivo il marmo caldo sotto le mie mani. La compenetrazione con la guida che accompagna è totale e profonda», racconta Chiara Longobardi, persona che ha perso la vista in età adulta. «Non è il tatto a essere diverso, ma la percezione che cambia. L’espressione del martirio è chiara e il velo che copre il corpo rappresenta il riposo dopo tanta sofferenza. I solchi, le ferite, il corpo esanime, la corona di spine adagiata vicino ai piedi e le venature del velo sono percezioni tattili che soprattutto in questo momento di Quaresima arrivano dritte al cuore. Oltretutto, c’è un particolare che forse solo al tatto si nota: uno dei chiodi alza leggermente il velo e per averne la percezione bisogna solo toccarlo», conclude la donna che sarà guida per altri non vedenti nella giornata del 17 marzo.

«Poter toccare il Cristo velato significa abbattere le barriere tra l’opera d’arte e chi è escluso dalla sua meraviglia. L’arte o è di tutti o non è di nessuno. La fruizione della bellezza deve intendersi come diritto universale perché l’arte non deve essere un privilegio solo della vista», afferma Giuseppe Ambrosino, presidente Unione italiana dei Ciechi e degli ipovedenti della sezione territoriale di Napoli.