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L’attore turco Can Yaman è stato scelto come co-conduttore di Carlo Conti accanto a Laura Pausini nella prima serata (martedì 24 febbraio). Questa partecipazione segna un riconoscimento ulteriore per Yaman, figura ormai consolidata nel panorama televisivo europeo, capace di oscillare tra ruoli drammatici e commedie romantiche con grande carisma e un seguito di pubblico trasversale.


Can Yaman, è nato a Istanbul l’8 novembre 1989 da una famiglia con radici in Kosovo e Macedonia. É poliglotta — parla turco, italiano, inglese, spagnolo e tedesco — ed è appassionato di sport, in particolare di calcio, tifa per il Beşiktaş, una delle principali squadre turche. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università Yeditepe, Yaman ha scelto di abbandonare la professione di avvocato per dedicarsi alla recitazione, trasformando una passione in una carriera di successo che lo ha portato oltre i confini della Turchia.


La sua carriera televisiva è iniziata nel 2014 con piccole parti in serie come Gönül İşleri, İnadına Aşk e Hangimiz Sevmedik. Il vero salto di popolarità è avvenuto nel 2017 con il ruolo di Ferit Aslan nella telenovela Dolunay (Bitter Sweet – Ingredienti d’amore), che gli ha garantito una vasta notorietà soprattutto nei paesi europei e in America Latina. Successivamente, è diventato celebre in tutto il mondo per la sua interpretazione nella commedia romantica Erkenci Kuş (DayDreamer – Le ali del sogno), con la quale ha ottenuto il Golden Butterfly Award come miglior attore in una commedia romantica nel 2018 e numerosi altri riconoscimenti internazionali.
Negli anni successivi Yaman ha consolidato la sua presenza sul piccolo schermo con altri progetti di successo, tra cui Bay Yanlış (Mr. Wrong – Lezioni d’amore), la serie italiana di Canale 5 Viola come il mare a fianco di Francesca Chillemi.


La sua notorietà è definitivamente esplosa per il suo ruolo di Sandokan, nella recente serie tv prodotta da Lux Vide e andato in onda su Rai 1. In quell'occasione aveva risposto a qualche nostra domanda.
Come si è preparato a questo ruolo? «Molto allenamento fisico, ma la dimensione più sfidante come attore era quella emotiva e spirituale. Questo Sandokan è più umano, compie un viaggio che mostra anche le sue fragilità, che lo rendono un personaggio più contemporaneo. Grazie anche alle indicazioni dei registi, il mio Sandokan è più leggero, ha un volto che trasmette fiducia agli altri, comunica più empatia. Per me è stato un onore!».
È stato difficile fingere di essere in Malesia in un teatro di posa a Formello?
«Abbiamo fatto come Emilio Salgari, il creatore di Sandokan, che non aveva mai navigato nei mari esotici e abbiamo potuto ricostruire mondi lontani solo con l’immaginazione. E anche grazie ai bravissimi tecnici italiani».
Come si è trovato con la giovane Alanah Bloor, la sua Marianna?
«Era al suo debutto come attrice in una serie, ma era molto aperta a imparare e assorbiva ogni indicazione, una caratteristica che da attori non bisognerebbe mai perdere. È stata davvero molto brava!».


Oltre alla recitazione, Yaman è noto per il suo impegno nel sociale e per essere stato protagonista di iniziative caritatevoli, tra cui progetti per l’aiuto ai bambini bisognosi promossi dalla sua organizzazione benefica. Di recente è stato coinvolto a Istanbul in un’operazione di polizia nei locali notturni, che è ha portato al fermo dell’attore, poi rilasciato senza conseguenze sul piano penale. Gli sono stati attribuiti diversi amori, veri (come quello con Dilletta Leotta) o presunti (con Francesca Chillemi, smentito dalla diretta interessata), e attualmente. Dopo la rottura con la dj di origine algerina Sara Bluma risulta single.






