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Raffaele Sollecito, ospite di "Belve Crime", condotto Francesca Fagnani.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher, il nome di Raffaele Sollecito torna al centro dell’attenzione televisiva. Questa sera l’ex studente pugliese sarà ospite di Francesca Fagnani nel programma Belve Crime, dove ripercorrerà una delle vicende giudiziarie e mediatiche più controverse degli ultimi decenni in Italia.
Il caso dell’uccisione della studentessa inglese a Perugia, avvenuta nel novembre 2007, sconvolse l’opinione pubblica italiana e internazionale. Per anni Sollecito e Amanda Knox furono al centro di indagini, processi, condanne e poi assoluzioni, fino alla sentenza definitiva della Cassazione del 2015 che li assolse in via definitiva. L’unico condannato in modo definitivo per concorso in omicidio e violenza sessuale, nel 2008, è Rudy Guede che secondo la Cassazione avrebbe agito insieme ad “altri” mai identificati. Giudicato con rito abbreviato, è stato condannato a 16 anni di carcere. Dopo avere scontato la pena, beneficiando anche della liberazione anticipata, Guede è tornato in libertà nel novembre 2021.
CHI È RAFFAELE SOLLECITO
Raffaele Sollecito nasce il 26 marzo 1984 a Giovinazzo, in provincia di Bari, in una famiglia benestante. Il padre, Francesco Sollecito, è un noto medico urologo pugliese, mentre la madre lavora come insegnante. Cresce tra Giovinazzo e Bisceglie, in un contesto tranquillo e lontano dai riflettori.
Nel 2007, dopo il diploma, si trasferisce a Perugia per studiare Informatica all’università. Appassionato di tecnologia e computer, vive la normale quotidianità di uno studente fuori sede nel capoluogo umbro.
Nell’autunno del 2007 conosce Amanda Knox, studentessa americana arrivata a Perugia grazie al programma Erasmus. La relazione tra i due nasce rapidamente: stanno insieme da appena una settimana quando avviene l’omicidio di Meredith Kercher.
L’OMICIDIO DI MEREDITH KERCHER A PERUGIA
La sera del 1° novembre 2007 Meredith Kercher, studentessa inglese di 21 anni arrivata a Perugia con il programma Erasmus, trascorre la serata con alcune amiche prima di rientrare nell’abitazione di via della Pergola che divide con altre ragazze (tra cui Amanda Knox).
La mattina successiva Knox torna nell’appartamento insieme a Raffaele Sollecito e nota alcune anomalie nella casa, tra cui la porta della stanza di Meredith chiusa a chiave. Sul posto arrivano anche alcuni amici e la polizia postale, già diretta nell’abitazione dopo il ritrovamento dei cellulari di Meredith in un giardino poco distante. Dopo avere forzato la porta della camera, il corpo della studentessa viene ritrovato senza vita. Meredith è stata uccisa con diverse ferite da arma da taglio.
Fin dai primi momenti il caso attira un’enorme attenzione mediatica, anche per il coinvolgimento di giovani studenti stranieri e per alcuni dettagli dell’inchiesta che alimentano speculazioni e ricostruzioni controverse.
Le indagini si concentrano rapidamente su Amanda Knox e Raffaele Sollecito. In una prima fase Knox accusa il proprietario del pub dove lavorava, Patrick Lumumba, che viene però presto scagionato.
Nel frattempo gli investigatori individuano tracce biologiche riconducibili a Rudy Guede, giovane ivoriano che conosce alcuni ragazzi della zona. Guede fugge in Germania, viene arrestato e successivamente estradato in Italia. Nel 2008 arriva per lui la condanna definitiva a 16 anni di carcere per concorso in omicidio.
I PROCESSI: CONDANNE, ASSOLUZIONI E LA SENTENZA DEFINITIVA
Il procedimento giudiziario legato all’omicidio di Meredith Kercher è stato lungo e complesso. Nel 2009 Amanda Knox e Raffaele Sollecito vennero condannati in primo grado rispettivamente a 26 e 25 anni di reclusione.
Nel 2011 la Corte d’Appello li assolse, mettendo in discussione parte delle prove scientifiche utilizzate dall’accusa. Ma nel 2013 la Cassazione annullò quella sentenza, disponendo un nuovo processo d’appello.
Nel 2014 arrivò una nuova condanna. Sembrava l’ennesimo capitolo di una vicenda senza fine, seguita quotidianamente dai media internazionali. Tuttavia, nel marzo 2015 la Corte di Cassazione assolse definitivamente Amanda Knox e Raffaele Sollecito “per non aver commesso il fatto”, chiudendo uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.
UNA CASO MEDIATICO MONDIALE
L’omicidio di Meredith Kercher è stato anche uno dei primi grandi processi dell’era mediatica globale. Televisioni britanniche, americane e italiane seguirono ogni fase delle indagini e dei processi, trasformando Amanda Knox e Raffaele Sollecito in figure conosciute in tutto il mondo.
Negli anni il caso è stato raccontato attraverso libri, documentari, film e podcast. L’opinione pubblica è rimasta a lungo divisa tra innocentisti e colpevolisti, anche dopo le assoluzioni definitive.
Ed è proprio questo il tema che riemerge oggi nell’intervista a Belve Crime: la distanza tra verità giudiziaria e percezione pubblica. Una ferita che, a quasi vent’anni dai fatti di Perugia, continua ancora a far discutere.
CHE COSA FA OGGI AMANDA KNOX
Amanda Knox è tornata a vivere negli Stati Uniti, nel suo Paese d’origine, cercando di ricostruire una vita lontano dal clamore giudiziario che per anni l’ha accompagnata.
Nata a Seattle nel 1987, Amanda Knox aveva raggiunto Perugia nel 2007 come studentessa Erasmus. Dopo quasi quattro anni trascorsi tra carcere e processi in Italia, è rientrata negli Usa subito dopo l’assoluzione in appello del 2011, per poi affrontare a distanza gli ultimi sviluppi giudiziari fino alla sentenza definitiva della Cassazione.
Negli anni successivi Knox ha scelto di esporsi pubblicamente raccontando la propria esperienza, diventando anche un’attivista sui temi della giustizia, degli errori giudiziari e dell’impatto mediatico dei processi.
Oggi lavora soprattutto nel mondo della comunicazione e dei contenuti digitali. Ha collaborato con diverse testate americane e conduce progetti editoriali e podcast dedicati a storie di cronaca e giustizia. Nel 2021 si è sposata con lo scrittore Christopher Robinson, con cui ha avuto due figli.
Negli ultimi anni Amanda Knox è tornata più volte a parlare pubblicamente del caso Meredith Kercher, spiegando quanto quella vicenda abbia segnato la sua vita personale e professionale. Parallelamente ha più volte espresso vicinanza alla famiglia di Meredith Kercher, sottolineando il dolore ancora legato a una tragedia che continua a restare impressa nella memoria collettiva.







