Quando ieri i poliziotti l’hanno ammanettata a due isolati a sud dal quartier generale dell’Onu dove di lì a poco avrebbe parlato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Susan Sarandon è rimasta impassibile assieme agli altri manifestanti che stavano subendo la stessa sorte perché stavano bloccando la strada. Forse perché non era la prima volta che accadeva.

L’attrice premio Oscar nel 1995 per Dead Man Walking ha sempre affiancato a ruoli impegnati sul set l’impegno per le battaglie civili nella vita privata, pagandone le conseguenze. Fu arrestata una prima volta nel 1999, durante una protesta per Amadou Diallo, immigrato guineano disarmato ucciso da agenti della polizia di New York con 41 colpi sparati. Negli anni Duemila partecipò alle grandi manifestazioni contro l'invasione dell'Iraq, sostenne il movimento Occupy Wall Street contestando la politica di George W. Bush. Aveva poi sostenuto il movimento Occupy Wall Street. Nel giugno 2018, un nuovo arresto, stavolta a Washington durante una protesta contro le politiche migratorie della prima amministrazione Trump. Nel maggio 2023, invece, gli agenti l’hanno fermata ad Albany durante una manifestazione della campagna One Fair Wage per chiedere l’aumento dei salari minimi.

Laureata nel 1968 alla Catholic University of America, protagonista di pellicole di culto come Thelma & Louise, L'olio di Lorenzo e Il cliente, conquistò l’Oscar proprio con un ruolo legato alla sua formazione cattolica: quello di suor Helen Prejean in Dead Man Walking - Condannato a morte. Basato sul libro scritto dalla religiosa, il film diretto da Tim Robbins, all’epoca marito della Sarandon, racconta il rapporto tra suor Helen e un uomo condannato a morte per l’omicidio di due adolescenti, interpretato da Sean Penn. Un ruolo ricco di sfaccettature perché suor Helen nutre dei forti dubbi sull’innocenza dell’uomo, ma decide comunque di stargli accanto fino alla fine, condannando senza riserve la pena di morte e mostrando allo stesso tempo compassione per il dolore dei genitori delle vittime.

Di recente l’abbiamo vista alla Mostra del cinema di Venezia perché è nel cast di The Echo Chamber, film ora nelle sale, e in quell’occasione ha detto che, a causa delle sue posizioni, ha perso molte opportunità di lavoro. Ma a quasi 80 anni l’indomita Susan non si ferma. Speriamo di rivederla presto alla Festa di Roma, dove è attesa per ricevere il premio alla carriera.