Insieme nella vita e ora anche sul set della stessa serie Tv: gli attori Luca Argentero e Cristina Marino, marito e moglie in attesa del loro terzo bambino, diventano colleghi nella quarta stagione di Doc-nelle tue mani, che riparte stasera su Rai 1.

Cristina Marino e suo marito Luca Argentero alla Mostra del Cinema di Venezia 2022 (ANSA)

Cristina Marino Interpreta la dottoressa Lidia Morganti, uno dei cosiddetti medici a gettone, quelle figure di libere professionisti che vengono assunti per brevi periodi dagli ospedali per sopperire alla carenza di organico. Il segno dei tempi di una sanità pubblica sempre più scricchiolante e gestita con una logica manageriale.

Non sembra correre un gran feeling tra il dottor Fanti e la dottoressa Lidia...

«Un medico mordi e fuggi, sempre di corsa, e che non ha nessuna intenzione di essere assunta in pianta stabile per Doc è l’antitesi della sua filosofia di medico. In realtà è una figura molto complessa e si scoprirà che questa sua freddezza è una corazza che maschera una vita privata difficile da gestire e dolorosa. Fare il medico per lei è una vera passione, ma può dedicare al lavoro solo un tempo limitato, perché ci sono situazioni familiari delicate da fronteggiare. Ma si rivelerà poi fondamentale, grazie alle sue competenze, nel risolvere il caso degli omicidi misteriosi».

Questa stagione più delle altre mette a nudo le crepe del sistema sanitario. Medici a gettone, liste d’attesa, mancanza di posti letto...

«Certo, è vero, ci sono tante criticità e difficoltà che i medici devono affrontare ogni giorno. Però in Italia siamo fortunati ad avere ancora una sanità pubblica che permette a chiunque, indipendentemente dalla sua condizione economica, di essere soccorso e curato. In tanti altri Paesi questo non è possibile».

Cristina Marino e Luca Argentero in una scena della quarta stagione di "Doc-Nelle tue mani"

Che effetto le ha fatto indossare il camice ed entrare nel flusso delle vicende mediche e sentimentali di Doc?

«Ho vissuto le mie due prime gravidanze con Doc, sono una sua grandissima fan, e far parte del cast è stato ovviamente emozionante. Avevo anche un po’ di timore nell’entrare in un gruppo così consolidato, dove il “padrone di casa” era mio marito. Sentivo che dovevo dare più del mio massimo per essere all’altezza».

Doc è un medical drama che non ha nulla da invidiare a quelli americani. Tanto che ne è stato fatto un remake oltreoceano...

«La sceneggiatura è scritta benissimo e anche nella quarta stagione riuscirà a stupire gli spettatori. Ma quello che lo rende speciale, secondo me, è l’umanità del protagonista».

Nella serie Doc, Milano è una grande protagonista, sarà stato comodo quindi lavorare nella città dove vivete.

«Milano è la mia città, dove sono nata e cresciuta, ma, contrariamente a quello che appare nella serie, purtroppo la maggior parte di Doc viene girata… a Roma».

ANSA/FABIO FRUSTACI
ANSA/FABIO FRUSTACI
Luca Argentero è Cristina Marino al Festa del cinema di Roma 2025. La coppia aspetto il terzo figlio (ANSA)

Come vi dividete tra la grande città, Milano, e la vostra casa in campagna, in Umbria?

«Cerchiamo di passare in Umbria tutto il tempo possibile, è una dimensione che amiamo molto, soprattutto i bambini. Spesso ci domandiamo se sarebbe la scelta giusta per mettere lì le nostre radici, ma con il lavoro che facciamo sarebbe groppo scomodo».

È una mamma apprensiva per la salute dei suoi bambini?

«La mia primogenita, Nina, è nata durante la pandemia, quindi un po’ di ansie c’erano. Ma già con il secondo figlio ho imparato a essere meno apprensiva. Li lascio correre, giocare liberamente, ma sempre sorvegliandoli. Quando hanno piccoli infortuni o si ammalano, un po’ mi agito; per fortuna Luca è molto più bravo di me a mantenere la calma».

Quindi non ha mai sognato, neppure da bambina, di fare il medico?

«Oh no, ammiro molto chi sceglie questa professione, ma io non reggo a vedere gli altri soffrire».

Da paziente, che esperienza ha avuto con i medici italiani?

«Io ho la fortuna di avere tanti amici medici: il mio dermatologo, la mia pediatra e la mia ginecologa sono miei amici e sono fantastici. A volte, però, mi è capitato che professori molto qualificati si affidassero troppo alle loro conoscenze, senza considerare a sufficienza il mio stato effettivo, e questo ha portato a una diagnosi sbagliata, con conseguenze poco piacevoli».

Tutto il contrario di Doc, che incarna la figura del medico di una volta, e che oltre ad affidarsi alla diagnostica più evoluta non dimentica di usare occhi e cuore e considerare i pazienti sempre come persone che mettono nelle sue... mani la loro vita.