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Da Grotta a Grotta. Un rosario di legno stretto tra le mani, oltre 700 bambini a fargli da corona, cantando e pregando. Papa Leone, di ritorno dalla Francia posa, nei giardini vaticani, un mazzo di fiori sull’altare di quella che è la riproduzione fedele del luogo dove la Madonna apparve a Bernadette. Se a Lourdes l’offerta era stata della consueta rosa d’oro che i Pontefici regalano a Maria, qui il gesto è più semplice, ma non meno intenso. A dare il benvenuto il cardinale Kurt Koch, presidente della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, che spiega il perché dell’iniziativa “Un milione di bambini pregano il rosario”, che si tiene dal primo al sette ottobre. Venendo incontro anche al desiderio del Pontefice che ha invitato, per tutto il mese di ottobre, a recitare il rosario per chiedere l’intercessione di Maria per la pace, i bambini si alternano a dare testimonianze, con piccoli video dal Libano, dalla Siria, dalla Terra Santa, dal Sud Sudan e pregano, nei giardini vaticani, in diverse lingue.
«Questa iniziativa», dice il cardinale Koch, «invita i bambini a scoprire che possono portare a Gesù, insieme con Maria, le sofferenze del mondo. È proprio la voce dei più piccoli che si affidano a Lui con fiducia a trovare un ascolto privilegiato nel cuore di Dio». E allora nelle scuole, nelle famiglie, nelle preghiere, e nel pomeriggio del primo ottobre con il Papa, i piccoli recitano il rosario «per i bambini dell’Ucraina e per tutte le vittime della guerra. Per le famiglie della Siria, del Libano e della Terra Santa costrette a lasciare le proprie case. Per i cristiani perseguitati in diversi paesi. Per la riconciliazione in Sud Sudan. Per le famiglie di Cuba e del Venezuela perché non perdano la speranza».
Il Papa si mette in dialogo con loro, prima di cominciare a scorrere la corona. «Sono davvero felice di stare con voi! E voi, ragazzi, ditemi: siete contenti di essere venuti?», chiede. E, alla risposta affermativa dei presenti, aggiunge, «Bene, mi fa piacere. Soprattutto perché stasera ci siamo radunati per stare insieme con le due persone che ci amano più di chiunque altro. Chi sono? Il Signore Gesù e la sua Mamma, Maria, che non ci lasciano mai soli e che sono sempre vicino a noi». Fa ripetere ai piccoli «Ti voglio bene, Gesù. Ti voglio bene, Maria Sì, vi vogliamo bene, Gesù e Maria, e stasera vi chiediamo un dono speciale: la pace per tutti i bambini del mondo». Il Pontefice poi, spiegando che ci sono tanti collegati da tutto il mondo, spiega che «stasera e in questi giorni non siamo solo noi a pregare. In tutto il mondo, un milione di bambini prega con noi. Un milione! Pensate: cinquanta milioni di ''Ave Maria'' che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra chiedendo la pace, e che si uniscono come in un'unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti, le razze e le nazioni del pianeta. Ecco, cari bambini, noi oggi preghiamo con tutti questi amici». Una preghiera che chiede anche impegno: quello a «essere buoni e a comportarci bene - a casa, a scuola, al catechismo, con i genitori, con tutti, anche quando giochiamo e quando facciamo sport -, perché le preghiere devono sempre accompagnarsi con le opere buone, con i gesti d'amore. È così che cresce la pace».




