Il bar in un piccolo Comune rivisto come luogo di ritrovo, centro di aggregazione sociale, confronto fra le generazioni: parte da questa idea il programma Bar centrale, in onda ogni sabato alle 14.00 su Rai 1, condotto da Elisa Isoardi e con ospiti fissi Serena Bortone, Rosanna Lambertucci e Davide Rondoni. In uno studio allestito come un vero e proprio bar, si aprono collegamenti con bar reali di diversi Comuni della provincia italiana. «La provincia dà la possibilità di avere uno scambio generazionale più diretto», spiega la conduttrice.

Che tipo di storie raccontate?

«Faccio due esempi: a Trentinara (Salerno), per la festa dei nonni, si fa una grande cena per gli anziani dove sono i nipoti a servire a tavola. Un po’ più triste un racconto che viene dal Giappone, dove l’iniziativa “Nonni ok” prevede che i nonni, per chi non li ha, li possa… affittare».

C’è bisogno del racconto della vita di questa generazione che sempre di più si sta perdendo.

«Non dobbiamo perderci questi nonni, in città vanno nelle case di riposo. Nei bar di provincia ci sono persone di ogni età, dalla ragazza di 18 anni all’uomo di 85. È un punto di unione dove ritrovarsi. Nel bar non si è mai soli, perché se vuoi condividere qualcosa trovi tutto».

Con te nel programma Davide Rondoni, poeta, intellettuale…

«È la prima volta che lavoriamo insieme, e al bar sembra più rilassato rispetto ad altri programmi più colti. Ha un grande spessore culturale, ma si propone in modo leggero facendoci comunque riflettere».

Che ruolo hanno le due lady della Tv, Rosanna Lambertucci e Serena Bortone?

«Rosanna Lambertucci è l’anima popolare. Serena Bortone ha il ruolo dell’arguta progressista. Noi siamo Rai 1, parliamo a tutti, perché si cresce attraverso il confronto tra opinioni diverse».

Elisa Isoardi con il suo barboncino nel 2019 (ANSA)

Questo programma ti riporta un po’ alle tue origini?

«Eh sì, sono nata e cresciuta nella montagna piemontese più profonda, a Monterosso Grana, duecento anime che arrivavano a mille in estate con le villeggiature».

Da quei paesi però i giovani vanno via...

«Quando ero un’adolescente era forte tra i giovani di paese l’idea di scappare. Ora c’è una tendenza diversa. Il Web e i social allargano l’orizzonte, appagano la curiosità, mostrano anche le difficoltà; e spesso i giovani scelgono di restare per valorizzare il proprio territorio».

Tu quando hai lasciato il tuo paese?

«Sono partita a 15 anni per andare a Roma a studiare teatro. Ero già abituata a stare via da casa perché avevo fatto le medie alla Sacra Famiglia di Cuneo, e stavo frequentando le superiori in un collegio dalle suore a Savigliano. Quando ho detto a mia madre che volevo studiare recitazione lei mi ha imposto come condizioni che continuassi le superiori fino al diploma e che vivessi dalle suore salesiane. La mattina andavo all’istituto per geometri, il pomeriggio in una scuola di teatro».

Sei rimasta legata al mondo cattolico?

«Sono figlia di separati e trascorrevo metà della settimana da uno e metà dall’altro. La mamma di mio padre, nonna Caterina, era molto religiosa e tutti i giorni mi portava in chiesa dove ho fatto la chierichetta fino agli 11 anni. Dopo conducevo il Rosario, poi sono stata promossa al Salmo responsoriale. È stata la mia prima “conduzione” pubblica in un certo senso».

Elisa Isoardi posa per i fotografi dopo l'elezione a Miss cinema 2000

Poi però non hai scelto la strada del teatro.

«Fare un corso di recitazione per me era soprattutto un modo per vincere la mia timidezza nel parlare in pubblico, poi la vita mi ha portato in un’altra direzione, ho vinto il titolo di Miss Cinema, e poi sono arrivati i provini per la Rai come conduttrice».

Che idea ti sei fatta della provincia girando l’Italia con Linea verde?

«Spesso portiamo in Tv il volto più brutto, quello degli scandali, degli omicidi. Ma la provincia è soprattutto comunità che abbraccia e protegge, conserva i valori, l’identità culturale e le tradizioni. La città è bellissima, finché si è in grado di viverla appieno, ma la provincia è il luogo dove voglio tornare».