PHOTO
Filomena Lamberti, sfregiata con l'acido dal marito il 28 maggio del 2012
La storia, purtroppo, continua a ripetersi sempre uguale. Una donna, un’operatrice sanitaria di 32 anni, è ricoverata al Centro ustionati di Padova dopo essere stata aggredita due giorni fa a Peseggia di Scorzè (Venezia) mentre rientrava a casa da un uomo che le ha gettato addosso una sostanza corrosiva che l’ha colpita al collo, alle braccia e in parte al volto. Le sue ferite sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita. Una vita che però non sarà mai più la stessa.
E proprio “La seconda vita”, in onda martedì 30 giugno alle 21.15, su Rai 3 per “Che ci faccio qui”, prodotta da Indigo Stories – racconta due storie in cui il corpo diventa il punto in cui tutto si concentra: il danno, la resistenza e la possibilità di continuare. Domenico Iannacone attraversa queste storie restando dentro i passaggi decisivi, quelli in cui non si può più essere come prima e s’impara a vivere in ciò che si è diventati.


Domenico Iannacone, giornalista e conduttore del programma televisivo di Rai tre '' Che ci faccio qui ''
(ANSA)La prima di queste storie è proprio quella della prima donna in Italia sopravvissuta a uno sfregio con l’acido. Si chiama Filomena Lamberti e la sua vicenda risale al 28 maggio 2012, quando l'allora marito la sfigurò per punirla della sua decisione di separarsi, dopo trent'anni di violenze e abusi domestici: mentre dormiva, le versò sul volto e sul corpo dell'acido solforico. Dopo tanti anni passati e decine di interventi chirurgici subìti, Filomena stasera racconterà ancora una volta la sua storia nella speranza che le donne vittime di violenza denuncino subito gli uomini, prima di arrivare all’irreparabile.
La seconda storia che Domenico Iannacone racconterà è quella di Roberta Di Benedetto. La donna ha vissuto per anni con due cuori, quello malato e quello donato. Poi un secondo trapianto ha segnato un passaggio ancora più radicale: la rimozione di entrambi e l’arrivo di un nuovo organo. Oggi, nel suo petto, batte il cuore di un altro essere umano: un dono che non è solo possibilità di continuare, ma presenza viva che si intreccia alla sua. “La seconda vita”, sta dentro ciò che accade dopo la rottura, quando nulla può tornare com’era e tutto può essere vissuto di nuovo.





