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Gente comune, come diceva il grande Robert Redford. Ci sono situazioni che devono essere raccontate sottovoce, lasciando che siano i silenzi a rivelare la verità. L’esordio alla regia di Anna Foglietta, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è intitolato Una Storia. La “s” è volutamente maiuscola, perché la vicenda ci riguarda tutti. Al centro del film, da oggi 24 settembre nelle sale, c'è una donna che si deve confrontare con le proprie fragilità e con il peso delle scelte passate. Alba Rohrwacher duetta con Guido Caprino: sono una coppia. La figlia va a studiare lontano da casa, sono soli nel loro appartamento. Serve un equilibrio non scontato. Dietro la macchina da presa Foglietta sceglie la via della sottrazione: azzera i toni urlati del melodramma domestico e scommette su un ritmo intimista, fatto di sguardi sospesi, gesti minimi e dettagli quotidiani. Senza giudicare i suoi personaggi, costruisce un'indagine lucida sul disorientamento dell'età adulta, mostrando come la vera maturità passi dal coraggio di accettare le imperfezioni dell'altro. Un’opera prima che regala al cinema una voce nuova.







