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Ci sono registe che fanno centro al primo film. È accaduto a Margherita Vicario con Gloria!, un film musicale sui generis che ha convinto sia la critica sia il pubblico, dove si parla di diritti delle donne, di rottura degli schemi, della forza dirompente della creatività, di violenza e sorellanza, il tutto con una vicenda che, pur partendo da fatti storici, li reinventa in modo originale e appunto creativo, e pur con qualche concessione al grottesco (in particolare nella figura del lascivo e isterico maestro Perlina, interpretato da Paolo Rossi), ha i toni di una favola che celebra il riscatto di figure femminili costrette a ruoli subalterni.


La trama
Nel Veneto dell’Ottocento, Teresa, una domestica muta in un istituto musicale femminile, scopre un pianoforte e inizia a suonarlo con altre ragazze di fatto creando musiche completamente diverse dai canoni dell’epoca e più simili alla musica moderna. Mentre la scuola si prepara al concerto in occasione della visita di Papa Pio VII, il direttore Perlina, in crisi di ispirazione, non riesce a comporre un brano, ma rifiuta di eseguire quello che ha composto la sua allieva più talentuosa, Lucia, che dopo una delusione amorosa tenta il suicidio. Quando Perlina vende il pianoforte che ripianare i debiti di un giovane amante, Teresa lo affronta e impone che lo strumento e la musica di Lucia vengano restituiti. Il concerto sarà l’occasione per una rivolta delle ragazze, che farà scandalo…


La storia vera dietro il film
Nel ’700 a Venezia le giovani accolte negli orfanotrofi ricevevano un’educazione musicale e si esibivano chiesa, durante le varie ricorrenze religiose su musiche di maestri di cappella e celebri compositori. Le cosiddette “putte della pietà” si esibivano separate da grate che impedivano loro qualunque contatto, anche visivo, col pubblico. Il pubblico stesso non poteva commentare o applaudire le loro esecuzioni. Per più di un secolo furono il fiore all’occhiello della Serenissima, citate dai grandi estimatori di musica sia a Vienna sia a Londra. In particolare è nota la loro collaborazione con Antonio Vivaldi e la violinista Anna Marfia dapprima raccontata nel libro Stabat mater di Tiziano Scarpa (Premio Strega), e da cui è stato tratto il film Primavera con Michele Riondino e Tecla Insolia, in questi giorni nelle sale. Sulla vicenda è uscito nel 2023 un altro libro a metà tra romanzo e saggio storico, dal titolo Lucietta. Organista di Vivaldi (Sellerio), Federico Maria Sardelli. Gloria! sposta la vicenda agli inizi dell’800.


I premi
Margherita Vicario, che fino a questo film aveva lavorato nello spettacolo come cantante, musicista e attrice, ha firmato insieme a Dade la colonna sonora di Gloria!, che ha vinto il Nastro d’argento nel 2024, mentre nel 2025 ha vinto il David di Donatello per il miglior compositore, e uno dei brani, Aria!, è stato premiato come Migliore canzone originale.
Sempre ai David Margherita Vicari ha vinto come miglior regista esordiente. E il riconoscimento forse più prestigioso il premio della giuria al Seattle International Film Festival[.
Chi è Margherita Vicario
Margherita Vicario (nata a Roma nel 1988) è un’artista poliedrica: attrice, cantautrice e regista italiana. Figlia d’arte (suo padre è il regista Francesco Vicario, mentre i suoi nonni paterni furono l'attore e regista Marco Vicario e l'attrice Rossana Podestà), ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attrice, comparendo in film e serie TV (da I Cesaroni a Nero a metà), incluso un ruolo nel film To Rome with Love di Woody Allen.
Parallelamente si è affermata come cantante e autrice: ha debuttato con il singolo Nota bene nel 2013 e ha pubblicato il suo primo album Minimal Musical nel 2014 Il suo secondo album, Bingo (2021), ha consolidato la sua fama nel panorama pop/indie italiano con diversi singoli e collaborazioni con artisti come Rancore, Elodie e Francesca Michielin.
Nel 2022 ha partecipato al Festival di Sanremo nella serata delle cover cantando Be My Baby delle Ronettes con La Rappresentante di Lista, Cosmo e Ginevra .






