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Una scena di Coyote vs. Acme
E finalmente Willy il Coyote ce l’ha fatta. Non ad afferrare il velocissimo pennuto Beep Beep, ma ad ottenere una vittoria ancora più grande: quella di correre più veloce di tutti nella gara degli incassi al cinema con il suo primo film, Coyote vs. Acme conquistando il primo posto al botteghino con 3,20 milioni di euro di incasso e oltre 400 mila spettatori al 17 settembre, che diventano 82,8 milioni di dollari a livello mondiale. Un caso clamoroso, soprattutto se si considera che questo film ha rischiato seriamente di non essere mai visto da nessuno. La vicenda è davvero incredibile e, molto ironicamente, ricalca quella vissuta da Will il Coyote nel film: la vittoria di un piccolo Davide contro un Golia rappresentato da una multinazionale.


Una scena di Coyote vs. Acme
Ma andiamo con ordine. Il progetto del film nasce nel 2018 ispirato a un racconto del 1990 che ha un’intuizione geniale: il vero nemico di Will il Coyote non è Beep Beep, ma la Acme, la società che gli fornisce i complicatissimi marchingegni che sulla carta dovrebbero assicurargli l’agognato pasto a base di pennuto arrosto, ma che invece si risolvono sempre in disastrosi fallimenti con il nostro eroe condannato a essere schiacciato da treni e tir, a finire sparato nello spazio, o a piombare in terrificanti precipizi. Pronto però, sempre a rialzarsi non si sa come, e a continuare la sua caccia. Ma, dopo l’ennesimo fallimento, stavolta decide di sospenderla temporaneamente e di rivolgersi a uno scalcagnatissimo avvocato deciso a far causa alla multinazionale, a sua volta difesa, ovviamente, da un nerboruto e arrogante collega. L’impresa appare improba, ma sicuramente meno difficile della cattura di Beep Beep.
Non vogliamo spoilerare troppo per non rovinare il piacere a chi ancora non avesse visto il film, ma possiamo sicuramente dire che si ride a crepapelle e che la tecnica della live-action che mescola in una stessa scena attori in carne ed ossa e cartoni animati è usata benissimo. In più, c’è una non banale componente di satira sociale nei confronti di una multinazionale che compie affari illegali molto gravi contando sulla sua impunità.
Il film viene girato nel 2022 con la produzione della Warner Bros che però, nonostante i primi riscontri nelle proiezioni in anteprima fossero positive, decide di annullarne la distribuzione accontentandosi di ricevere delle agevolazioni fiscali. Quando ormai si era persa ogni speranza, nel 2025 una piccola casa indipendente, la Ketchup Entertainment, decide di acquistare per 50 milioni di dollari i diritti, riuscendo finalmente a portare il film nei cinema con i risultati che stiamo vedendo in queste settimane. Immaginiamo lo “scuorno”, per dirlo alla napoletana, di quei miopi capi della Warner che non hanno creduto nelle potenzialità di Will il Coyote. Avrebbero dovuto ascoltare la canzone che Eugenio Finardi gli ha dedicato: «Siamo tutti come Will il Coyote, che ci ficchiamo sempre nei guai. Ci può cadere il mondo addosso, finire sotto a un masso, ma noi non ci arrenderemo mai».




