Il franchise di One Piece, nato dalla penna di Eiichiro Oda, negli ultimi anni sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Quando nel lontano 1997 Oda tracciò i primi schizzi delle avventure di Luffy, difficilmente avrebbe potuto prevedere che il suo 'ragazzino di gomma' sarebbe diventato un’icona globale. Se l’approdo sul piccolo schermo sotto forma di anime appariva un’evoluzione naturale del successo del manga, molto più audace sembrava l’idea di un adattamento live action prodotto da Netflix, un progetto che all’epoca avrebbe potuto sembrare quasi fantascientifico. Eppure, quella che era nata come una semplice storia di pirati è riuscita a rompere i confini del fumetto per trasformarsi in un fenomeno culturale di massa, capace di convincere Netflix e gli showrunner Matt Owens e Steven Maeda a puntare tutto su una produzione colossale.

Cultura e spettacoli

One Piece supera Superman: è il fumetto più venduto di sempre

One Piece supera Superman: è il fumetto più venduto di sempre
One Piece supera Superman: è il fumetto più venduto di sempre

Nel corso di quasi trent’anni, One Piece ha continuato ad ampliare il proprio pubblico, conquistando generazioni diverse di spettatori e lettori. C’è chi ha seguito le avventure di Luffy fin dalle prime pagine del manga e chi, invece, si è avvicinato alla storia attraverso la serie animata. Nel tempo il franchise è cresciuto enormemente e continua a farlo anche grazie alla versione live action. Oggi è sbarcata (parliamo pur sempre di pirati) su Netflix la seconda stagione, composta da otto episodi di circa un’ora ciascuno.

Per portare avanti questa nuova tappa dell’avventura, la produzione ha scelto di puntare su un cast che nella prima stagione ha già dimostrato una rara alchimia: guidati dall'energia straripante di Iñaki Godoy (Luffy), ritroviamo Mackenyu (Zoro), Emily Rudd (Nami), Jacob Romero Gibson (Usopp) e Taz Skylar (Sanji). A loro si aggiungono, in questa stagione, volti di altissimo profilo come Joe Manganiello nel ruolo dell'oscuro Crocodile e Lera Abova nei panni di Nico Robin, sotto la costante supervisione dello stesso Oda, che ha agito da vero e proprio "faro" per la regia.

© 2026 Netflix, Inc.
© 2026 Netflix, Inc.
Lera Abova nei panni di Nico Robin Cr. Casey Crafford/Netflix © 2026 (Casey Crafford/Netflix)

Tra gli elementi più distintivi di One Piece c’è senza dubbio l’ampiezza del suo universo narrativo. Il manga creato da Eiichiro Oda si distingue per una quantità straordinaria di personaggi, ognuno caratterizzato con grande cura e profondità. Oda riesce infatti a delinearne con precisione sia i punti di forza sia le fragilità, rendendo ogni incontro parte integrante della crescita della storia.

Il viaggio di Luffy e dei suoi nakama ( la sua “famiglia allargata”, ovvero la ciurma) attraversa un arcipelago di isole sempre diverse, spesso dominate da tiranni o da sistemi ingiusti che i protagonisti finiscono per sfidare e mettere in discussione. Se la prima stagione della serie live action si è concentrata sugli inizi della storia, seguendo le tappe fondamentali del reclutamento di quelli che diventeranno i membri storici della ciurma, con i nuovi episodi la narrazione entra finalmente nel vivo dell’avventura.

Il mondo di One Piece è un paradosso geografico: una struttura apparentemente semplice, quasi geometrica, che nasconde però una complessità narrativa straordinaria. Il globo è diviso in quattro grandi mari da un unico continente, la Red Line, una striscia di terra rossa e invalicabile che taglia il pianeta come un anello. Il punto in cui la storia cambia davvero ritmo è l’ingresso nella Grand Line, la leggendaria Rotta Maggiore. Per raggiungerla, nella seconda stagione, la ciurma di Luffy deve affrontare uno dei passaggi più iconici dell’intero racconto: la Reverse Mountain, una montagna attraversata da correnti marine che sembrano sfidare le leggi della fisica, risalendo verso l’alto invece di scendere e trascinando le navi fino all’accesso di questo mare misterioso.

Superare questo varco non è soltanto una prova di navigazione, ma un vero rito di passaggio. La Grand Line è infatti l’unica rotta che può condurre al leggendario tesoro chiamato One Piece e al titolo di Re dei Pirati. È qui che il viaggio abbandona la dimensione dell’avventura locale per trasformarsi in un’epopea su scala mondiale: un mare imprevedibile, dove le bussole smettono di funzionare e dove soltanto i più forti (o i più ostinati sognatori) riescono a proseguire.