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Una scena di Spider Man - Brand New Day
Dunque Spider Man con l’aiuto del Doctor Strange ha fatto dimenticare al mondo la sua vera identità. Ha deciso di affrontare da solo la sfida di proteggere New York, per tutelare le persone a cui vuole bene. Al suo fianco c’è però l’Intelligenza Artificiale (AI), di cui si serve ampiamente per affinare le sue “armi” e pianificare le sue strategie.
In Spider Man – Brand New Day l’eroe deve misurarsi con una nuova, insidiosissima minaccia: un’entità capace di possedere le persone, in cerca di cerca qualcosa di nascosto dalla Damage Control, l’agenzia governativa che controlla l’uso dei superpoteri e delle tecnologie più avanzate.


Tom Holland è Spider Man.
Spider Man – Tom Holland affronta queste sfide in solitudine, con l’unica compagnia di Frank Castle che, a differenza di Peter Parker, è costretto alla solitudine dopo aver visto la sua vita distrutta da una tragedia. Poi però accade che Peter incontra per caso l’amico Ned, ritornato da Boston, e la bella MJ, di cui era innamorato (ricambiato, ma, per metterla al riparo dal pericolo, anche su di lei era caduto l’oblio). Qualcosa in lui s’incrina: il ricordo dei momenti passati con gli amici, l’affetto per la ragazza accendono nel suo cuore un sentimento di straziante nostalgia. E qualche crepa si apre anche nei suoi superpoteri, che sembrano incepparsi per motivi incomprensibili.
Intanto il confronto con questa potente entità capace di entrare nella mente delle persone e di impossessarsi della loro volontà si fa sempre più drammatico. E qui arriviamo alla questione centrale, secondo noi, di questa versione di Spider Man. Nel combattimento finale, Spider è di fatto sconfitto, quasi in attesa del colpo di grazia. Si toglie la maschera che nasconde la sua identità, si mette a nudo, è lui, solo – come ha dovuto e voluto essere – contro il male del mondo. Lì gli viene posta la domanda cruciale: chi sei? Spider man o Peter Parker? Deve decidere una volta per tutto chi è, qual è la sua identità: un uomo con tutte le sue fragilità e la sua normalità o un eroe dotato di superpoteri condannato alla solitudine?
È bellissimo il momento in cui il protagonista risponde “Sono l’uno e l’altro, sono Peter Parker e Spider man”. E a questa scelta, o meglio presa di coscienza – atto conclusivo di un vero percorso di formazione, di una mutazione, come quella dei ragni quando diventano adulti – si accompagna a un’altra fondamentale consapevolezza: Spider Man non può farcela da solo, proprio perché è anche Peter Parker, e Peter Parker ha bisogno di amicizia, ha bisogno di amore. Senza di questo, anche Spider Man va in crisi, anche i super poteri svaniscono.
In Spider Man – Brand New Day l’eroe si mette a nudo come mai aveva fatto, non a caso mai come in questo episodio della saga si toglie ripetutamente la maschera, mostrando il suo volto di uomo così com’è.
Centrale è in questo film la questione dell’identità? Chi sono? E la risposta diventa un ammonimento, una lezione per tutti noi: possiamo usare quanto vogliamo l’Intelligenza Artificiale, ma non sostituirà mai la presenza di un amico, una persona da amare. Nessuno può farcela da solo, né a combattere il Male né, semplicemente, a essere felice. Nessuno può salvare il mondo, e nemmeno sé stesso, da solo. Nemmeno Spider Man.
Grazie Spider Man per avercelo ricordato.







