Presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città e ambientato a Trento, Un giorno alla volta racconta una storia d’amore adolescenziale capace di alternare leggerezza, ironia ed emozione senza mai cadere nel melodramma. Il suo messaggio è semplice ma potente: vivere il presente, senza lasciare che la paura del futuro, amplificata dai social o dalle avversità che la vita di pone di fronte, impedisca di amare.

LA TRAMA

Il protagonista è Marco, un diciannovenne timido, ansioso e ormai prossimo all'esame di maturità. In un mondo dominato dai social network e dalle relazioni virtuali, lui sembra quasi un ragazzo fuori dal tempo: sogna un amore autentico, fatto di incontri reali e sentimenti sinceri. Vive con una madre esuberante, sempre con lo smartphone in mano, e con il fratello maggiore Andrea, aspirante cantante.

Il destino lo porta a conoscere Aria, una ragazza dolce, intelligente e piena di energia che affronta ogni giornata come fosse l’ultima. Dietro il suo sorriso si nasconde infatti una dolorosa realtà: è affetta dalla malattia di Steinert, una rara patologia degenerativa che rende il suo futuro molto incerto. Marco ignora inizialmente la sua condizione e tra i due nasce un sentimento spontaneo e sincero che sarà presto messo alla prova dalla malattia e dalla paura di perdere ciò che si ama.

La sceneggiatura evita di trasformare la malattia nel centro assoluto del racconto. Nicola Conversa sceglie invece di usarla come punto di partenza per riflettere sul valore del tempo. Il tema del film non è quanto tempo abbiamo davanti, ma come scegliamo di viverlo. Per questo Un oggi alla volta parla soprattutto di crescita, di seconde possibilità e della capacità di trovare felicità anche nelle piccole cose quotidiane.

Uno degli aspetti più riusciti è il tono della narrazione. Pur affrontando un argomento delicato, il film mantiene un equilibrio costante tra comicità e dramma. Le situazioni scolastiche, le amicizie e i dialoghi risultano credibili e vicini al linguaggio dei ragazzi di oggi, mentre le scene più intime arrivano con naturalezza, senza cercare facili effetti lacrimevoli. E infatti il film ha avuto successo al botteghino.

Ottima la prova del giovane Tommaso Cassissa, al suo debutto come protagonista cinematografico dopo il successo sul web. Il suo Marco è impacciato, genuino e facilmente riconoscibile, qualità che permettono allo spettatore di entrare subito in sintonia con lui. Accanto a lui brilla Ginevra Francesconi, intensa e delicata nel ruolo di Aria, capace di trasmettere forza e fragilità con grande spontaneità. Molto convincente anche Katia Follesa, che regala leggerezza al racconto senza risultare caricaturale.

CURIOSITA’

Tra le curiosità più interessanti c'è l'origine della storia d'amore. Conversa ha raccontato di essersi ispirato a un episodio realmente accaduto a un suo amico che, dopo aver trascritto erroneamente il numero di telefono di una ragazza conosciuta in discoteca, finì per innamorarsi della persona che rispose a quel numero sbagliato. Un piccolo errore che cambiò completamente la sua vita e che nel film diventa il simbolo di quanto il caso possa influenzare il destino.

Il regista cita inoltre tra le sue principali ispirazioni Il ciclone, Ovosodo e Questione di tempo, influenze che si ritrovano nel mix di romanticismo, ironia e riflessione sul tempo che attraversa tutto il film.