Se la vittoria degli azzurri capitanati da Dino Zoff ai Mondiai del Spagna del 1982 è rimasta nel cuore degli italiani più di tanti altri successi sportivi è anche grazie alla presenza alla finale, vinta dall’Italia contro la Germania per 3 a 1, dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, che sugli spalti gioiva come un bambino a ogni gol. Un’immagine che è andata oltre la cronaca e che anche i ragazzi di oggi conoscono. Così come è passata alla storia la partita a scopone che si disputò sul volo di ritorno con Pertini in coppia con Zoff (all’epoca colonna della Juventus, e portiere con 112 presenze in azzurro), contro il Ct Enzo Bearzot in coppia con Causio. Riportiamo l’intervista a Dino Zoff sul suo rapporto con Pertini che compare nel libro Sandro Pertini, amato presidente (Buk Buk).

Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini (C), con il commissario tecnico della Nazionale italiana Enzo Bearzot (D) ed il portiere Dino Zoff (S) durante il pranzo al Quirinale per festeggiare la conquista della Coppa del Mondo, in una immagine del 12 luglio 1982. (ANSA)

Lei era consapevole che sulla tribuna a fare il tifo per voi c’era il Presidente?

«Diciamo che sapevamo della sua presenza, ma quando si è in campo non si bada ad altro che al gioco».

Quando lo avete incontrato?

«Sull’aereo che ci riportava in Italia. Lì si disputò la celebre partita a scopone scientifico in cui io ero proprio in coppia con Pertini, contro l’allenatore Enzo Bearzot e il mio compagno di squadra Franco Causio».

Partita che voi perdeste!

«E Pertini si arrabbiò tantissimo. Ma poi in seguito mi mandò un telegramma per scusarsi e prendersi la responsabilità della sconfitta».

Dopo il volo andaste al Quirinale?

«Una volta atterrati a Ciampino, tutta la squadra salì in un pullman alla volta del Quirinale, mentre Pertini naturalmente viaggiava nell’auto presidenziale».

Che sentimenti viveva in quei momenti?

«Ero felice, molto felice: avevo ormai quarant’anni e avevo vinto un Mondiale».

Emozionato di trovarsi al Quirinale?

«Quello no, ci ero già stato in altre occasioni, sempre per incontrare alte cariche dello Stato».

Che cosa vi disse Pertini in quell’occasione?

«Volle avere ai suoi lati me e Bearzot. E tutto il resto della squadra al tavolo per il pranzo. E con una delle sue battute, disse che se ci fosse stato posto avrebbero potuto accomodarsi anche i ministri, altrimenti potevano andare a mangiare al ristorante!».

Che cosa le piaceva di più del Presidente?

«Oltre alla sua storia personale, mi piaceva proprio quel suo modo schietto, aperto, al di là delle etichette».

Se ne intendeva di calcio?

«Non fece grandi commenti tecnici. Ci tenne solo a dire che dopo il terzo gol ormai era sicuro della nostra vittoria. C’è però un altro grande personaggio che ho incontrato e che aveva un passato da calciatore: papa Giovanni Paolo II. Durante un incontro fu molto simpatico, mi chiese se fossi il portiere e mi confidò che in gioventù aveva giocato anche lui tra i pali».

Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini con i giocatori e lo staff della Nazionale italiana di calcio durante l'incontro al Quirinale per festeggiare la conquista della Coppa del Mondo (ANSA)