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Si intitola “Sacrificio d’amore” ed è la nuova fiction in costume che per 21 puntate su Canale 5 trasporterà gli spettatori alla fine della Belle Epoque, nel 1913, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Una storia ambienta nell’affascinante scenario della cave di marmo di Carrara e che sullo sfondo di rivolte sociale e lotte di classe, vede protagoniste due storie d’amore: la passione tra Brando (Francesco Arca, di recente ne “Il bello delle donne…alcuni anni dopo”), giovane cavatore che si batte per i diritti dei lavoratori e Silvia (Francesca Valtorta, che faceva parte del cast “Il paradiso delle signore”), donna emancipata, moglie di Corado Corradi (Giorgio Lupano), ingegnere minerario e proprietario delle cave di marmo di Colonnata dove Brando lavora.
Poi c’è l’amore fra i giovani Tommaso (Rocco Giusti), precettore del piccolo Simone, figlio di Silvia e Corrado e Maddalena (Desirèe Nocerini), domestica a servizio della Villa dei Corradi. Una serie di personaggi ruoteranno intorno alle storie della famiglia imprenditoriale e dei lavoratori, in intrecci fra amore per i propri ideali e sete di potere. L’arrivo della Prima Guerra Mondiale stravolgerà le vite di tutti i personaggi.
Oltre alle cave di Carrara altri due luoghi fanno da sfondo alla serie di Mediaset diretta da Giovanni Barbaro, Alessandro Capone, Marco Maccaferri, Fabrizio Portalupi e Michele Rovini: un sanatorio di lusso sulle Alpi svizzere e l’altopiano di Asiago. La sigla “Sacrificio d’amore” è stata affidata alla voce più importante della canzone italiana: Mina. Il brano è stato scritto dal figlio Massimiliano Pani e da Lele Cerri. Sempre Pani, insieme a Franco Serafini, è anche l’autore della colonna sonora della fiction suonata dal vivo da un’orchestra di 50 elementi. Per ogni puntata sono stati coinvolti 150 fra figuranti e comparse, per un totale di 3.300 persone.
Per essere il più fedele possibile all’epoca in cui è ambientata “Sacrificio d’amore” per essere scelti gli uomini non dovevano essere più alti di 1.85, avere un taglio regolare di capelli, essere disposti a modificare il taglio della barba, le donne dovevano avere capelli di colore uniforme e lunghi, oppure essere disposte a cambiare il colore per renderlo consono all’epoca e non essere più alte più di 1.70. I costumi sono stati curati da Annamode Costumes con la collaborazione di Rosanna Monti che ha appositamente disegnato più di 160 abiti.




