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Lucio Caracciolo con Lina Palmerini del Sole 24 ore
Per tre giorni, dal 17 al 19 luglio, Fano Adriano, piccolo borgo del Gran Sasso dove nacque don Giuseppe Zilli, storico direttore di Famiglia Cristiana dal 1954 al 1980, è diventato luogo di incontro tra giornalisti, studiosi, studenti e cittadini per riflettere sul presente e sul futuro dell’informazione. La quinta edizione del Premio Giuseppe Zilli per il giornalismo ha confermato la propria vocazione: non soltanto celebrare eccellenze professionali, ma proporre un’idea di giornalismo fondata sull’etica, sulla responsabilità civile e sulla ricerca della verità.
Promossa dall’Associazione Premio Giuseppe Zilli ETS, con il sostegno del Comune di Fano Adriano e dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, la manifestazione ha preso le mosse venerdì con un incontro dedicato a “San Francesco e il bosco”, seguito dalla proiezione del film Parola di Tommaso, dedicato alla figura di Tommaso da Celano, primo biografo del santo di Assisi. Un filo conduttore che ha legato spiritualità, ambiente e cultura, impreziosito dalla presenza dell’attore protagonista Matteo Oddi e dalla relazione dello storico Franco Cardini.


Dopo un momento formativo per giornalisti sul codice deontologico, il momento centrale si è svolto sabato pomeriggio all’Eremo dell’Annunziata. La cerimonia, condotta da Roberta Lanfranchi con l’accompagnamento musicale di Arturo Valiante, ha premiato figure che rappresentano linguaggi e generazioni differenti, accomunate dall’impegno per un’informazione rigorosa e credibile. Per il giornalismo cartaceo il riconoscimento è andato a Lina Palmerini, storica firma del Sole 24 Ore e volto noto di 8 e mezzo de La7, premiata per l’equilibrio e la profondità con cui racconta da anni la politica italiana e le istituzioni repubblicane. Il Premio per il giornalismo televisivo è stato assegnato a Vincenzo Morgante, direttore di TV2000 e InBlu2000, protagonista di una lunga carriera al servizio dell’informazione pubblica e dei valori della legalità e della dignità della persona.


Il direttore di Tv 2000 Vincenzo Morgante con il vescovo di Teramo Lorenzo Leuzzi
Per la radio è stata premiata Sonia Filippazzi, giornalista del Giornale Radio Rai, riconosciuta per il lavoro di divulgazione sui temi dell’ambiente e della sostenibilità attraverso il programma L'aria che respiri. Il riconoscimento dedicato al giornalismo web è stato conferito a Liala Antonino, giovane creator e studentessa universitaria, esempio di un uso consapevole dei nuovi linguaggi digitali e dei social network al servizio dell’informazione e delle battaglie civili.
Particolarmente applaudita la consegna del Premio alla carriera a Franco Cardini, tra i più autorevoli storici italiani, capace da molti anni di coniugare il rigore della ricerca con la divulgazione giornalistica, offrendo ai lettori strumenti preziosi per comprendere, a partire dalla storia, la complessità del mondo contemporaneo.
Sono stati inoltre assegnati il Premio speciale all’Università degli Studi di Teramo, per il contributo alla formazione dei futuri professionisti della comunicazione, e il Premio alla memoria a Sandro Galantini, direttore del Premio scomparso nel maggio scorso a causa di una grave malattia, ricordato con commozione per il ruolo decisivo svolto nella crescita dell’iniziativa.
A guidare la giuria, presieduta dal direttore di Limes Lucio Caracciolo e composta, tra gli altri, anche dal direttore di Famiglia Cristiana don Stefano Stimamiglio, sono state soprattutto le qualità professionali e il valore civile dei percorsi premiati. Caracciolo ha ricordato come oggi il giornalismo sia chiamato a confrontarsi non soltanto con i conflitti armati, ma anche con una vera e propria “guerra delle informazioni”, indicando nell’onestà intellettuale la prima responsabilità di chi racconta la realtà.
Domenica 19, dopo la Messa celebrata da don Stefano Stimamiglio nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il programma è proseguito con la visita ai tesori artistici del paese e con un incontro dedicato al Medio Oriente, durante il quale Laura Canali, cartografa di Limes, ha presentato il volume Israele e Palestina in 10 mappe, offrendo strumenti di lettura per comprendere uno dei conflitti più drammatici del nostro tempo.
Più che una semplice premiazione, il Premio Giuseppe Zilli si è confermato così un laboratorio culturale dove il giornalismo torna a interrogarsi sul proprio compito. Non è casuale che tutto questo avvenga nel paese natale del sacerdote paolino che, alla guida di Famiglia Cristiana, fece dell’informazione uno strumento di crescita umana, ecclesiale e civile. In un tempo segnato dalla velocità, dalla polarizzazione e dall’intelligenza artificiale, il suo insegnamento continua a ricordare che il primo dovere del giornalista resta quello di cercare la verità senza perdere di vista la dignità delle persone.





