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All’interno delle proposte di video interventi del Teatro Franco Parenti il 25 aprile è la volta di Daria Bignardi con la conferenza Quando il gioco si fa duro i veri ansiosi smettono di esserlo (Italo Svevo lo sa). La giornalista e scrittrice di ansia se ne intende: come ha bene descritto nel suo romanzo autobiografico di esordio, Non vi lascerò orfani, sua madre era ansiosissima, schiacciata dalla paura della morte e della malattia, e oppressa da una serie di riti ossessivi scaramantici. Un’ansia che le è rimasta in qualche modo addosso, come testimonia l’ultimo suo romanzo Storia della mia ansia. Secondo la giornalista «i veri ansiosi diventano le più equilibrate delle persone perché il peggio è successo e loro possono rilassarsi». Ora che serpeggia tra noi lo spettro del Coronavirus ecco che l’ansioso ha davanti una malattia reale seria e concreta, mentre le malattie mentali non sono considerate tale. «Un ansioso», spiega Daria Bignardi «reagisce con curiosità, e nessuno è più di buon’umore di un ansioso o un depresso quando gli succede qualcosa di vero. L’ansioso ha finalmente a che fare con qualcosa di reale, nessuno è preparato alla vita come un ansioso. Da quando siamo tutti immersi nella situazione drammatica, da adolescenti narcisisti che tendevamo a essere siamo catapultati nel cuore del dramma ora dobbiamo diventare adulti. Aiuta essere consapevoli che la vita è un dramma, ora siamo diventati protagonisti della nostra vita e dobbiamo misurarsi con il tema della sopravvivenza, ma anche dell’amore, dell’amicizia e del lavoro. Siamo tutti alle prese con quello che conta veramente, con l’essenziale che è restare vivi e poi la cura degli altri, nella consapevolezza che dai nostri comportamenti dipende anche la vita degli altri. Non sentite un rapporto più vivo con tutta l’umanità e anche con la natura ora che siamo costretti a restare soli, la paura ci ha fatto scoprire l’altro? L’idea che restando a casa aiuti gli altri mette in modo un movimento emotivo di solidarietà. Nei momenti drammatici le persone che hanno problemi psichici migliorano. Avere a che fare on un nemico interno è molto peggio che affrontare un nemico esterno». Daria Bignardi fa anche un’analisi del romanzo La coscienza di Zeno. Infatti il primo autore italiano ad aver affrontato in un romanzo i conflitti con sé stesso è stato Italo Svevo, influenzato dalla psicanalisi (lui stesso tradusse L’interpretazione dei sogni di Freud).





