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Un passante (ricordiamolo, si chiamava Mario Marotta, aveva 52 anni) ucciso dalla polizia a Roma durante una manifestazione contro l’ambasciata di Spagna. Un animatissimo congresso del Psdi con tanto di schiaffi fra i delegati. L’uscita del Franco francese dal serpente monetario. La guerra civile in Libano. Sono alcuni degli argomenti che lunedì 15 marzo 1976 il giornalista Ruggero Orlando, il mitico e gesticolante corrispondente della Rai da “Nuova York”, lesse e commentò sulle prime pagine dei quotidiani italiani. Nacque così “Prima Pagina”, la trasmissione di Rai Radio 3 ideata da Enzo Forcella che in questi giorni celebra i suoi primi cinquant’anni.
All’inizio la rassegna andava in onda all’interno di un contenitore chiamato “Quotidiana”, che includeva, dopo la musica e il giornale radio, una rassegna dei quotidiani intitolata "Prima Pagina": mezz'ora di letture da parte di giornalisti di diverse testate che si avvicendano al microfono in turni settimanali. Dopo meno di sette mesi, nell'ottobre del 1976, ”Prima Pagina" si arricchisce del "Filo Diretto”: gli ascoltatori intervengono per commentare e fare domande sugli argomenti più caldi della giornata. La novità è tenuta a battesimo da Eugenio Scalfari, direttore di “la Repubblica”, il quotidiano nato proprio nel gennaio di quell’anno.
In mezzo secolo sono centinaia i giornalisti, italiani e anche stranieri (in genere corrispondenti dall’Italia) che hanno messo la sveglia all’alba e hanno raggiunto gli studi della Rai (a via Asiago, a Roma, o nelle sedi regionali), riforniti di acqua e caffè, per affrontare la lettura dei quotidiani e dare voce agli ascoltatori. Una felice alternanza di voci e di punti di vista, che ha portato davanti al microfono di “Prima Pagina” tanti protagonisti del giornalismo italiano. Qualche nome: Miriam Mafai, Marcello Sorgi, Lietta Tornabuoni, Stefano Folli, Sergio Romano, Franca Zambonini (per molti anni guida della redazione romana di Famiglia Cristiana), Gian Antonio Stella, Gad Lerner, Mimmo Candito, Gian Paolo Ormezzano, Luigi Pintor, Fiorenza Sarzanini, Francesco Merlo, Igor Man, Marco Tarquinio, Concita De Gregorio, Alberto Chiara, Flavia Perina, Nello Scavo, Annachiara Valle, Lucia Capuzzi, Antonio Polito, Tonia Mastrobuoni, Andrea Fabozzi, Paolo Valentino, Massimo Franco, Alberto Faustini.
Alcuni più pimpanti, altri magari più assonnati, fra colpi di tosse e frusciar di pagine (con gli articoli che a volte si perdevano sulla scrivania). Un impegno che ha coinvolto anche professori universitari (come Giovanni Sabbatucci e Alessandro Campi) e preti brillanti che poi hanno fatto carriera. Come don Matteo Zuppi, figlio di giornalista, che ha condotto la trasmissione per due volte: la prima settimana di dicembre 2001 e la settimana di Natale del 2008. Oggi Zuppi, cardinale, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, brinda al mezzo secolo della trasmissione con queste parole andate in onda su Radio 3: “Celebro anch'io i 50 anni di Prima Pagina. Fu per me un'esperienza particolare, interessantissima: sia la lettura dei giornali, con qualche caffè necessario per non intrecciarsi tra le righe, sia per il colloquio con gli ascoltatori sempre interessante, stimolante, a volte pieno di criticità, ma in cui la radio svolgeva proprio la sua funzione. Quindi tanti auguri per i prossimi 50 anni. È cambiato tanto nella comunicazione, ma Prima Pagina resta una bellissima esperienza in cui c'è il ruolo della radio che eroga contenuti, come deve fare, ma anche quello degli ascoltatori di discutere insieme, di dialogare. Si fa davvero troppo poco e Prima Pagina l'ha fatto in questi 50 anni”.
Il programma resta uno spazio plurale, aperto e libero. E mezzo secolo dopo la sua nascita l’attuale direttrice di Radio 3, Simona Sala, ribadisce l’importanza di “mantenere aperta questa grande finestra di confronto democratico”. La trasmissione, oggi curata da Cristiana Castellotti, con l’assidua presenza in redazione della decana del programma, Maria Chiara Beraneck, comincia ogni giorno alle 7:15 subito dopo la conclusione della rassegna stampa internazionale di Radio3 mondo. Si parte con 15 minuti di lettura dei titoli, mezz’ora viene dedicata agli approfondimenti, mentre fra le 8 e le 8:45 viene dato spazio agli interventi degli ascoltatori (con telefonate in diretta o lettura dei messaggi). “Si tratta di uno spazio di confronto fra il giornalista e ascoltatori preparati e appassionati, che hanno in testa l’idea di impegno e che spesso affrontano temi fuori dai riflettori”, osserva Simona Sala.
Sono proprio le telefonate degli ascoltatori a dare lo spunto per il tema che, alle 10, affronta “Tutta la città ne parla”, una trasmissione di approfondimento con ospiti scelti in poco meno di un’ora, rara occasione, nel panorama dell’informazione, di confronto di idee civile e non urlato.
Una testimonianza personale. Avendo condotto “Prima Pagina” “in emergenza” in alcune occasioni (quando i giornalisti di turno in conduzione sono stati costretti a partire per servizio oppure, a volte capita, non hanno sentito la sveglia…) mi sento di aggiungere che “Prima Pagina” è anche un confortante atto di fiducia nel giornalismo. Me ne sono reso conto quando gli ascoltatori, dopo aver detto la loro, aggiungono: “Ora vorrei sentire il suo parere da giornalista”, oppure “Lei che è giornalista, mi spieghi, mi aiuti a capire…”. Ti senti caricato di una una responsabilità non da poco, ma è anche una bella soddisfazione.




