La salute della mente non dipende soltanto dall'alimentazione e dall'esercizio delle capacità cognitive. A nutrirla sono anche gli affetti, la curiosità, la cultura e le relazioni. È il messaggio al centro di La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita (Sonzogno) il libro di Eliana Liotta, giornalista e direttrice di BenEssere, rivista del Gruppo Editoriale San Paolo, e della neuroscienziata Michela Matteoli, che ha vinto il Premio speciale di saggistica «Vera Slepoj» nell'ambito della quarta edizione del Premio letterario «Il Libro della Vita».

Il riconoscimento è stato assegnato sabato 17 ottobre a Padova, durante la cerimonia ospitata a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia.

A scegliere le opere vincitrici una giuria presieduta da Marina Valensise, della quale ha fatto parte anche monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Ventotto i libri candidati, sei quelli arrivati in finale, suddivisi tra narrativa e saggistica.

LA MENTE RADIOSA, IL BENESSERE OLTRE LA BIOLOGIA

Il volume premiato mette in dialogo neuroscienze, alimentazione e psicologia, interrogandosi su ciò che permette alla mente di mantenersi vitale nel corso degli anni. Una prospettiva che supera l'idea della salute cerebrale come semplice conservazione delle capacità cognitive, per considerare anche la qualità delle relazioni e la ricchezza delle esperienze personali.

È proprio questo uno degli aspetti valorizzati dalla giuria, che nella motivazione sottolinea come le due autrici ricordino che «la salute mentale è anche una questione di cultura, affetti, curiosità e partecipazione alla vita».

Il saggio invita così a guardare al cervello non soltanto come a un organo da proteggere, ma come a una risorsa le cui potenzialità possono essere coltivate a ogni età. Un messaggio particolarmente significativo in una società che tende spesso a identificare il valore delle persone con la produttività e l'efficienza.

Nella motivazione del riconoscimento, la giuria evidenzia inoltre la capacità delle autrici di collegare la dimensione biologica del cervello alla complessità dell'esperienza umana, mostrando come il benessere mentale coinvolga non soltanto il corpo, ma anche il modo in cui ciascuno vive, costruisce legami e continua a coltivare interessi.

IL PREMIO “IL LIBRO DELLA VITA” E IL VALORE DELLE RELAZIONI

Il Premio «Il Libro della Vita», promosso da De Leo Fund ETS, nasce nel 2023 con l'obiettivo di valorizzare opere capaci di aiutare i lettori a riflettere sull'esistenza, sulle fragilità umane e sulla possibilità di trovare significato anche nelle esperienze più difficili.

Il riconoscimento per la saggistica porta il nome di Vera Slepoj, psicologa e scrittrice che aveva ideato il Premio insieme a Diego De Leo. Nella selezione finale di quest'anno, accanto a Liotta e Matteoli, figuravano anche Ilaria Capua con Non mollate (Rizzoli) e Paolo Crepet con Riprendersi l'anima (HarperCollins).

Per la sezione narrativa, il Premio «Il Libro della Vita» è stato invece assegnato a Luigi Nacci per Il tempo dei semplici (Einaudi), un romanzo nel quale la giuria ha riconosciuto la capacità di trasformare la storia di una famiglia e di una comunità in una riflessione universale sugli affetti, sulla memoria e sulla quotidianità.

Dietro il Premio c'è l'esperienza di De Leo Fund ETS, organizzazione attiva a Padova dal 2007 nel sostegno alle persone e alle famiglie colpite da lutti traumatici, attraverso percorsi di accompagnamento psicologico e sociale, gruppi di auto mutuo aiuto e iniziative di sensibilizzazione.

L'iniziativa letteraria nasce dalla convinzione che anche i libri possano offrire strumenti per comprendere il dolore, affrontare i cambiamenti e ritrovare una prospettiva sul futuro. Non un premio dedicato esclusivamente al lutto, dunque, ma un'occasione per interrogarsi sul valore della vita e dei legami umani.

Una riflessione che attraversa anche il libro di Liotta e Matteoli: prendersi cura della mente significa occuparsi non soltanto della sua salute biologica, ma anche di tutto ciò che rende significativa l'esperienza di vivere.