Per Max Laudadio, celebre inviato di Striscia la notizia, fino a qualche anno fa la parola “fede” era solo il diminutivo usato in famiglia per chiamare sua sorella Federica: non conteneva alcun riferimento alla spiritualità. Poi, con sua grande sorpresa, all’età di 43 anni lo scanzonato conduttore televisivo, da ateo convinto e poco incline al sacro che era, ha incontrato Dio e iniziato un cammino di ricerca che lo ha cambiato profondamente.

Max ha abbracciato la fede quando sua figlia Bianca frequentava la parrocchia di don Silvano Lucioni, a Bisuschio, in provincia di Varese. «Don Silvano insisteva per conoscermi, continuava a ripetere a mia figlia: “Voglio incontrare tuo padre”, ma io rifiutavo sempre. Quando finalmente ci siamo visti, mi ha regalato il libro Per una Chiesa scalza di Ernesto Olivero, che racconta la storia del Sermig, il Servizio missionario giovani da lui fondato nel 1964 per aiutare i poveri».

Max ha divorato il libro, dopodiché ha voluto conoscere Olivero: «Mi sono precipitato a Torino per incontrarlo. La sua energia e la sua fede mi hanno travolto: è profondamente convinto che si possa camminare insieme per aiutare gli altri. Abbiamo parlato a lungo e quella è stata una tappa fondamentale del mio cammino, del mio cambiamento», racconta.

Oggi, a 54 anni, Laudadio segna un’altra tappa del proprio percorso pubblicando il libro Il cantico delle formiche (TS Edizioni), nel quale sottolinea come ognuno di noi possa scrivere il proprio cantico fatto di dono e azione. «Nel 2017 ho avuto la fortuna di ammirare il più antico manoscritto del Cantico delle creature, quello conservato nella biblioteca del convento di San Francesco ad Assisi. Poco dopo mi hanno proposto di scrivere questo libro – in occasione degli ottocento anni dal componimento poetico del Poverello –, ma all’inizio non mi sentivo all’altezza. Successivamente ho ripensato al momento in cui, con un’emozione grandissima, avevo ammirato quelle pagine antiche e ho sentito di doverlo fare. A quel punto il titolo è venuto da solo: visto che gli animali sono parte integrante del Cantico, ho pensato di rapportare l’uomo a un animale, e il primo che mi è venuto in mente, quello che secondo me ci rappresenta meglio, è la formica. Perché noi siamo proprio come formiche: da soli non contiamo niente, ma insieme possiamo realizzare cose incredibili»…

Leggi l’intervista completa a Max Laudadio sul numero di Credere in distribuzione nelle edicole e nelle librerie religiose da giovedì 11 dicembre e nelle parrocchie da sabato 13 dicembre. Oppure acquista una copia digitale www.edicolasanpaolo.it

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