PHOTO
La vita di Lino Banfi è diventata un fumetto. Un meraviglioso regalo per i suoi 90 anni, che compirà il prossimo 9 luglio. La graphic novel Lino Banfi, la commedia di una vita, pubblicata da Tunué, scritta da Marco Sonseri, con i disegni di Roberto Lauciello e la colorazione di Andrea Piccardo che uscirà l’8 maggio e verrà presentata ufficialmente al Salone di Torino. Noi abbiamo potuto sbirciarla in anteprima e parlare con il suo ideatore, Marco Sonseri.


«Lino Banfi per me è un’icona» racconta lo sceneggiatore, origini palermitane ma trapiantato a Milano. «Così come avevo fatto già con un altro idolo della mia infanzia, Bud Spencer nel libro sempre illustrato da Lauciello e pubblicato Renoir, desideravo potergli dedicare un fumetto. In particolare mi aveva colpito, nelle sue interviste, il grande amore che ha sempre provato per la moglie. Rintracciarlo non è stato facile, fino a quando ho scoperto che la figlia Rosanna ha un’orecchietteria a Roma. Ho chiamato il ristorante con un po’ di passaggi, sono arrivato a ottenere un incontro con Lino Banfi a casa sua. È stata una chiacchierata di tre ore e anche in quell’occasione ha esordito parlandomi della moglie, che era scomparsa il 22 febbraio 2023».


È il racconto delle sue origini, tra la scoperta della sua passione per far divertire gli altri, i sogni di un ragazzo pieno di fantasia e il grande amore per Lucia, la donna che gli resterà accanto per tutta la vita. Pasquale Zagaria – questo il suo vero nome – affronta la povertà, la guerra, il seminario e le prime delusioni artistiche con il sorriso di chi non smette mai di credere nel proprio talento. Tra sacrifici, sogni e mille espedienti per cavarsela, scopriamo la nascita di una vocazione: quella di far ridere per donare speranza.


Alla fine di ogni capitolo, c’è un aneddoto raccontato dallo stesso attore. «Mi ha colpito molto l’episodio della sua giovinezza in cui, preoccupato per i debiti, decise che avrebbe rinunciato a fare l’attore e avrebbe accettato la proposta di un posto fisso. Una decisione che però significava rinunciare ai propri sogni e che lo angosciava molto. La moglie, vedendolo così afflitto, lo incoraggiò a non mollare, dicendogli che in qualche modo avrebbero fatto e che preferiva un marito povero ma felice».


Un’esperienza di vita che lo scrittore ha vissuto in prima persona: «Per un certo periodo ho dovuto affiancare alla professione di sceneggiatore di fumetti un lavoro fisso da impiegato, e proprio alla Periodici San Paolo, dove sono rimasto sei anni. Poi mi sono licenziato e sono riuscito a vivere solo scrivendo storie, lavorando soprattutto con Paesi come Belgio, Francia e anche Stati Uniti.»
Banfi, malgrado sia alla soglia dei 90 anni, continua a partecipare a incontri, a recitare e dovrebbe essere anche al Salone di Torino per la presentazione del libro.
«Con la sua ironia mi ha detto di aver scoperto che, dopo la terza età, esiste anche una quarta età, che lui sta cercando di vivere al massimo. E speriamo sia con noi a Torino per la presentazione del libro».






