Mentre nei giorni scorsi uno studio scientifico, di quella che si chiama paleopatologia, la branca che - tra storia e medicina - indaga a ritroso le malattie delle figure del passato alla luce delle conoscenze mediche acquisite nel frattempo, ha ipotizzato che a indebolirne la voce possa essere stata una patologia autoimmune all’epoca non conosciuta, un documento storico straordinario ci ha restituito quella voce e un momento inedito del legame tra Maria Callas e il tenore Giuseppe Di Stefano.

I due sono legati alla memoria storica di una memorabile Traviata, diretta alla Scala da Carlo Maria Giulini, per la regia di Luchino Visconti, che consacrò definitivamente la Divina all’Olimpo della lirica, anche grazie secondo alcuni a una regia cucita sulla sua figura.

20070904 - MILANO - ACE - CALLAS, IL MONDO LA RICORDA A 30 ANNI DALLA SCOMPARSA. Una immagine di archivio di Maria Callas in scena con Ifigenia. ''Lei e' stata per il canto quel che Toscanini e' stato per la direzione d'orchestra'', ha detto una volta Riccardo Muti a proposito di Maria Callas. A 30 anni dalla morte della grande cantante, avvenuta il 16 settembre 1977 sembra, con l'avvicinarsi del giorno esatto della ricorrenza, si moltiplichino sorprese e iniziative: si va dal ritrovamento a Londra di una inedita registrazione di un concerto del '73 con Di Stefano ai grandi appuntamenti organizzati a Milano dalla Scala, di cui c'e' oggi la presentazione ufficiale. E non manca anche un giallo, il furto e il ritrovamento di un suo costume da una mostra in corso a Atene. ANSA/UFF STAMPA LA SCALA/DC
20070904 - MILANO - ACE - CALLAS, IL MONDO LA RICORDA A 30 ANNI DALLA SCOMPARSA. Una immagine di archivio di Maria Callas in scena con Ifigenia. ''Lei e' stata per il canto quel che Toscanini e' stato per la direzione d'orchestra'', ha detto una volta Riccardo Muti a proposito di Maria Callas. A 30 anni dalla morte della grande cantante, avvenuta il 16 settembre 1977 sembra, con l'avvicinarsi del giorno esatto della ricorrenza, si moltiplichino sorprese e iniziative: si va dal ritrovamento a Londra di una inedita registrazione di un concerto del '73 con Di Stefano ai grandi appuntamenti organizzati a Milano dalla Scala, di cui c'e' oggi la presentazione ufficiale. E non manca anche un giallo, il furto e il ritrovamento di un suo costume da una mostra in corso a Atene. ANSA/UFF STAMPA LA SCALA/DC
Maria Callas in scena con Ifigenia. (ANSA)

A far cronaca della prima, il 28 maggio del 1955, per il Corriere della sera, nientemeno che Eugenio Montale, futuro premio Nobel per la Letteratura, casomai non fosse bastato il concentrato di personalità impegnato nell’allestimento. Spettacolo, scrisse Montale, giunto in porto «nonostante le insidie del mare grosso». Si riferiva all’avvicendamento con dei direttori d’orchestra con Giulini al posto di Viktor De Sabata, quando ancora la lirica faceva notizia anche sui rotocalchi.

Il prezioso documento storico messo a disposizione su Radiotre, per la cura di Enrico Stinchelli, in questi giorni, nelle puntate speciali di Suona l’una, si riferisce a un’epoca assai più tarda: alle sedute di studio che fecero da prologo alla celebre tournée mondiale Callas Di Stefano iniziata nel novembre del 1973 e proseguita nel 1974, culminata nel trionfo dei concerti giapponesi. Si tratta di registrazioni del tutto inedite portate alla luce da Stinchelli, grazie all’esclusiva concessa dagli eredi di Giuseppe Di Stefano, Giuseppe Di Stefano Jr. e Floria Di Stefano.

Un documento di eccezionale valore storico e umano: lezioni mai ascoltate prima, conversazioni private tra i due artisti, una telefonata inedita successiva al primo concerto londinese della tournée e una lunga conversazione notturna tra Maria Callas e Di Stefano, testimonianze che gettano una luce nuova sul loro rapporto artistico e personale. «Si tratta di duetti che i due artisti provavano», ha raccontato Stinchelli all’anteprima presentata alla Scala di Milano, prima dell’ultima tournée su cui si sono lette tante sciocchezze, come quella che insinuava che Di Stefano stesse fruttando Maria Callas: tutto il contrario Maria Callas nel 1965 aveva smesso di cantare, era ridotta in modo terribile dal punto di vista vocale e Di Stefano l’ha aiutata a ritrovare la fiducia in sé stessa. La storia con Onassis come l’aveva gratificata da una parte, (lo amava moltissimo), ma l’aveva annientata dal punto di vista vocale dopo otto anni di silenzio, Di Stefano su 20mila dollari di cachet, per ognuno dei 40 concerti, ne aveva tenuti per sé solo 5mila, a riprova che il sospetto avidità è una cosa che va tolta da brutti libri che si sono letti sulla Callas. Questo ritrovamento, illumina anche storicamente il rapporto tra i due. La Callas ha avuto tre amori: quello iniziale per il marito Meneghini, che pagava le lezioni di Tullio Serafin il più grande direttore mai esistito copyright Karajan; Onassis, per cui ha avuto una grande passione; ma anche alla fine Pippo Di Stefano, con cui il connubio da artistico è diventato anche sentimentale. Maria Callas, in quel momento, era in difficoltà di salute e ha fatto 40 concerti, senza una sola canzonetta in repertorio, mai un’aria da camera con sei-sette note. Callas ha vissuto per l’opera e voleva tornare, tignosa com’era, a cantare l’opera, ed è tornata a cantarla anche grazie a Di Stefano», due anni prima di morire nel 1977

epa12700738 A towering street mural of Maria Callas in the centre of Kalamata city, created by Greek visual artist Kleomenis Kostopoulos (KLE), in Peloponnese, Greece, 02 February 2026. This mural of Maria Callashas been named the world’s best for 2025 by the international platform Street Art Cities. EPA/NIKITAS KOTSIARIS
epa12700738 A towering street mural of Maria Callas in the centre of Kalamata city, created by Greek visual artist Kleomenis Kostopoulos (KLE), in Peloponnese, Greece, 02 February 2026. This mural of Maria Callashas been named the world’s best for 2025 by the international platform Street Art Cities. EPA/NIKITAS KOTSIARIS
Il murale dedicato a Maria Callas nel centro di Kalamata, a firma di Kleomenis Kostopoulos (KLE),. (EPA)

Quel prezioso materiale di cui va in onda l’ultima puntata alle 13 del 29 giugno è disponibile on demand su

https://www.raiplaysound.it/playlist/ilcantoritrovato-giuseppedistefanoemariacallas

Registrazioni all’antica, con mezzi antichi, forse lontani dalla perfezione instagrammabile cui si sentono a volte vincolati i giovani musicisti, ma per questo umanissimi e storicamente di grande valore.

epa12308581 The plaque of Greek opera singer Maria Callas at the columbarium at Pere-Lachaise Cemetery in Paris, France, 18 August 2025. Pere-Lachaise is the largest cemetery in Paris, with around 70,000 graves and many famous people buried there. It receives more than three and a half million visitors each year, making it the most visited cemetery in the world. EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON
epa12308581 The plaque of Greek opera singer Maria Callas at the columbarium at Pere-Lachaise Cemetery in Paris, France, 18 August 2025. Pere-Lachaise is the largest cemetery in Paris, with around 70,000 graves and many famous people buried there. It receives more than three and a half million visitors each year, making it the most visited cemetery in the world. EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON
La tomba di Maria Callas al Pere-Lachaise di Parigi. (EPA)