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Concerti, ma anche mostre fotografiche, convegni e workshop: si preannuncia ricca di spiritualità, musica, incontri e bellezza la seconda edizione del Festival Mediterraneo di musica sacra, in programma a Catania dal 10 al 17 maggio sul tema “Giustizia e pace”. Per una ricerca «nel sacro non solo di un’espressione artistica, ma di una via concreta di riconciliazione in un tempo ferito dai conflitti. Di particolare interesse le mostre fotografiche e le nuove produzioni artistiche dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e al Teatro dell’Opera dei Pupi siciliani», chiosano gli organizzatori.


Inoltre, «attraverso i repertori di musica sacra coltivati nel bacino del Mediterraneo, il Festival si fa strumento per favorire una più profonda comprensione e un dialogo sereno tra culture e fedi diverse». Promossa dall’associazione AreaSud e l’arcidiocesi di Catania, in collaborazione con il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone. Il comitato artistico è coordinato dal domenicano padre Francesco La Vecchia, delegato del vescovo e priore del convento San Domenico, e da Giuseppe Sanfratello, responsabile scientifico di AreaSud. Gli eventi si snoderanno in alcuni dei luoghi simbolo del centro storico etneo e della provincia: l’ex Monastero dei Benedettini, la Pinacoteca del Museo diocesano, le chiesa di Sant’Anna, Santa Rita e Sant’Agata la Vetere, il Tempio della Chiesa Evangelica Valdese, il Convento dei Padri domenicani e la basilica Santa Maria dell’Elemosina a Biancavilla.
«Il Mediterraneo spesso è stato protagonista di notizie tristi, in questa occasione vogliamo fare del Mediterraneo quello che è: il luogo dell’incontro. Le acque sono portatrici di vita, quindi il mare diventa soprattutto il luogo dove gli uomini e le donne di buona volontà si incontrano nella nostra bella e amata Catania, palcoscenico di eventi culturali e soprattutto musicali.


La musica è il fil rouge che unisce», ha evidenziato padre La Vecchia, aggiunge: «Abbiamo bisogno di sognare, non perché vogliamo distrarci dalla realtà che a volte ci presenta pagine drammatiche di guerra e morte, ma perché vogliamo ricominciare ogni giorno a vivere, perché la vita sia veramente un canto e i popoli possano così reincontrarsi per capire che solo dall’umanità si può ripartire. Un’umanità che diventa sinfonia di vita e musica di speranza». Maurizio Cuzzocrea, presidente di Areasud, ha sottolineato «il carattere innovativo del Festival, che risiede nella comune appartenenza a Italiafestival di AreaSud e del Festival internazionale di musica sacra di Pordenone. Vivendo la realtà associativa a livello nazionale, è stato semplice coniugare la novità del festival catanese con l’ispirazione che viene dalla grande esperienza di Pordenone, in una progettualità che colloca la produzione artistica nel grande bacino del Mediterraneo e diventa esperienza di dialogo tra fedi e culture».
Il programma musicale «abbraccia i grandi pilastri del canto sacro del bacino del Mediterraneo. Attraverso lo studio pratico del canto rinascimentale e del canto bizantino, con una particolare attenzione al patrimonio siculo-albanese, i partecipanti potranno esplorare le affascinanti peculiarità di queste espressioni artistiche.


È un viaggio sonoro che attraversa i secoli, svelando come queste antiche melodie abbiano plasmato l’identità culturale del territorio», puntualizzano gli organizzatori. Anteprima domenica 10 maggio presso il Tempio della Chiesa valdese e battista, alle ore 19.30, con il concerto “Doxa to Theo” della corale bizantina di Palazzo Adriano diretta da Giuseppe Milazzo. «Un viaggio nell'iconografia sonora della tradizione greco-bizantina di Palazzo Adriano, dove il canto diventa preghiera e patrimonio identitario. Il programma attraversa l’anno liturgico esplorando la complessità degli otto toni, alternando la solennità dello stile irmologico alle suggestive evoluzioni melismatiche dei repertori sticherarico e asmatico. Un’esperienza di autentica elevazione spirituale che unisce la profondità della teologia orientale alla bellezza dell’arte millenaria».
Lunedì 11 maggio alle 15 si terrà il convegno “Musica bizantina italo-greca: tra tradizione e contemporaneità. Cultura e melurgia bizantina tra Calabria e Sicilia” presso l’ex Monastero dei Benedettini (Coro di Notte), mentre alle 19.30 presso la Pinacoteca del Museo diocesano andrà in scena il concerto multimediale di apertura del festival “Quadri sonori per la Giustizia e la Pace”, con lo storico dell’arte Vittorio Ugo Vicari che decodificherà simboli di giustizia e pace, mentre il Frottole Vocal Ensemble diretto da Salvo Fresta darà loro voce lanciando un messaggio universale. Per accedere a questo concerto multimediale il pubblico sarà invitato a ritirare un biglietto virtuale tramite il conferimento di rifiuti in plastica da riciclare, che saranno raccolti in uno stand a cura del Consorzio Gema Catania Centro: un segno di attenzione all’ecosostenibilità che caratterizza il Festival, che ha il patrocinio dell’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) e cerca di ridurre l’impronta ambientale di ogni singolo evento. Alcuni esempi? «Eliminiamo la plastica monouso, ottimizziamo i consumi con tecnologie Led e gestiamo isole ecologiche dedicate in ogni location. Abbiamo scelto di sostituire i programmi di sala cartacei con sistemi digitali tramite QR code. Attraverso queste buone pratiche, sensibilizziamo il nostro pubblico verso comportamenti virtuosi e rispettosi del pianeta».
Sul fronte espositivo, martedì 12 maggio alle 19 nella chiesa di S. Anna verrà inaugurata la mostra fotografica collettiva dei soci Acaf (Associazione Catanese Amatori Fotografia), su “La pietà popolare in Sicilia”: «Il sacro incontra l'antropologia, documentando la forza espressiva e il sentimento collettivo», anticipano gli organizzatori. Altro allestimento interessante quello visitabile da giovedì 14 maggio alle 19 presso la parrocchia Santissimo Crocifisso dei Miracoli: “Ketsia… la sua voce” è il titolo del racconto fotografico firmato da Antonio Raciti, in collaborazione con la cooperativa Ro’ la Formichina, che a Santa Venerina trasforma il legno dei barconi dei migranti naufragati in strumenti musicali attraverso le mani di ragazzi con disabilità, detenuti, profughi. Programma completo su www.musicasacracatania.it.




