“Il Trionfo del Tempo e del Disinganno”, musicato nella primavera del 1707 da Georg Friedrich Händel, è certamente l’opera di maggior successo e risonanza fra quelle scritte dal cardinale Benedetto Pamphilj. Vissuto fra il 1653 e il 1730, l’ecclesiastico romano fu un appassionato uomo di cultura, protettore di artisti e musicisti, collezionista e committente. Il suo libretto intitolato Il Trionfo del Tempo e del Disinganno fu messo in musica dal ventiduenne Händel durante un suo soggiorno romano.

La vicenda è semplice ed edificante. Bellezza vive sotto l’incantesimo di Piacere finché Tempo e Disinganno la convincono a imboccare una nuova via di pentimento e devota austerità. Composto di due parti, comprende alcune delle più belle arie händeliane (in particolare l’ammaliante “Lascia la spina”).

Il capolavoro della giovinezza di Händel viene messo in scena per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma con la regia di Robert Carsen e la direzione di Gianluca Capuano. Nell’allestimento pensato da Carsen, già presentato con successo nel 2021 al Festival di Salisburgo, la parabola morale che oppone Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno è riletta nel linguaggio del talent show dell’era digitale: Carsen confronta l’opulenza e la vanità del secolo barocco con la società dei mass-media di oggi, ossessionata dalla giovinezza e dal consumo. Il regista trasforma l’allegoria barocca in un’esperienza scenica moderna, in cui luci, gesti e simboli creano un ponte tra il Settecento romano e le domande del presente: il piacere fugace e transitorio contrapposto alla verità e alla consapevolezza.

“La nostra produzione cercherà di esaminare cosa significhi, in un mondo guidato dal consumismo e ossessionato dalla giovinezza e dalla bellezza, che ci incoraggia costantemente a nutrire il nostro appetito di vanità, interesse personale e piacere, cercare di trovare il tempo per sviluppare l’illuminazione che può portare alla realizzazione spirituale e alla verità”, spiega il regista canadese, già autore di regie molto apprezzate dal pubblico e dalla critica al Teatro Costanzi.

“Amo ripetere che Händel è lo Shakespeare della musica poiché sa attingere musicalmente a inesplorate profondità psicologiche. Lo scavo nel carattere dei personaggi, e le allegorie del Trionfo non fanno eccezione, derivano essenzialmente dall'adesione alla parola, che è la grande innovazione della seconda pratica monteverdiana, di cui Händel è erede prediletto. A questo si aggiunge la rimarchevole abilità nell'uso della retorica, studiata fin dalla tenera età, in musica. La cifra delle mie interpretazioni è improntata a una valorizzazione e a una presa di coscienza dell'elemento retorico in musica”, spiega il maestro Capuano, già sul podio con la stessa produzione nel 2021 a Salisburgo.

Il cast riunisce voci di primo piano nel panorama barocco. Johanna Wallroth, soprano svedese al suo debutto al Costanzi, è Bellezza, personaggio cardine dell’oratorio. Ha fatto parte dell'Opernstudio della Wiener Staatsoper e calcato palcoscenici come l'Opernhaus Zürich e il Glyndebourne Festival Opera, oltre a sale da concerto quali la Berliner Philharmonie, il Musikverein di Vienna e la Philharmonie de Paris. Anna Bonitatibus veste i panni di Piacere. Vincitrice nel 2015 dell’International Opera Awards nella categoria CD (Operatic Recital) per Semiramide – La Signora Regale, è tra le più apprezzate interpreti italiane di Händel. Il controtenore Raffaele Pe, specialista del repertorio händeliano, è Disinganno. Pe torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato il Giulio Cesare di Händel nel 2023 con la regia di Damiano Michieletto. Ha inoltre fondato l’ensemble La Lira di Orfeo, con cui porta avanti un lavoro di ricerca filologica e di riscoperta del repertorio antico. Ed Lyon, tenore britannico, interpreta Tempo. Formatosi al St John’s College di Cambridge, alla Royal Academy of Music e alla National Opera Studio, ha collaborato con ensemble come Les Arts Florissants e Orchestra of the Age of Enlightenment, diretto da maestri quali William Christie, Emmanuelle Haïm e René Jacobs.

Lo spettacolo debutta al Teatro Costanzi il 7 aprile alle 20. Seguiranno altre quattro repliche fino al 14 aprile.