Rinnovarsi per restare fedeli alla propria missione. «La libreria è un tempio». Lo diceva il beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, un pioniere della comunicazione dallo sguardo attento e lungimirante. Era vero ai suoi tempi. Resta vero oggi, nell’epoca dei nuovi media, della rete, dei libri letti su uno schermo e non più solo sfogliati. È con questo spirito che la Libreria San Paolo di Torino ha scelto di investire sul futuro: nuovi spazi, nuovi arredi e l’ambizione di diventare, più ancora che in passato, un punto di riferimento per la città. A cominciare dalla comunità cristiana, ma non solo.

Quella torinese è una delle 17 librerie che attualmente il Gruppo Editoriale San Paolo dispiega sul territorio nazionale, ma è anche un luogo dalle caratteristiche particolari. E non solo per il forte legame che da sempre unisce i Paolini al Piemonte (il fondatore Giacomo Alberione aveva fatto di Alba, in provincia di Cuneo, il suo centro propulsore). La libreria si trova a due passi dal Santuario della Consolata, cuore della spiritualità mariana caro ai torinesi, e lungo una traiettoria che, passando dal “rondò della forca” (dove il beato Giuseppe Cafasso assisteva i condannati a morte), conduce alla cittadella salesiana di Maria Ausiliatrice e poi verso il Cottolengo. Insomma, un luogo che, anche a livello simbolico, si ricollega all’esperienza dei Santi sociali della città e a una lunga tradizione ecclesiale.



«Investire in una libreria è un atto di coraggio»

Martedì pomeriggio si è svolta l’inaugurazione dei locali rinnovati, che oggi si presentano come un grande open space, con spazi per incontri e dibattiti e un’intera area dedicata alle famiglie. In rappresentanza della congregazione paolina hanno partecipato all’inaugurazione il vicario provinciale don Carlo Cibien, il direttore generale dell’apostolato don Rosario Uccellatore, insieme con i vicedirettori generali, don Sante Sabatucci e don Giuseppe Musardo. «Questo non è solo un luogo in cui si vendono libri. È una Chiesa, è un cuore vivo che abita il territorio, che dà e che riceve» ha sottolineato il vicario provinciale Cibien, che ha poi voluto aggiungere, da torinese, un ricordo personale. «È qui che, in un certo senso, è fiorita la mia vocazione. Mia mamma si occupava di una biblioteca parrocchiale. Quindi questo era per la nostra famiglia un costante punto di riferimento».

C’è stato anche un breve momento di preghiera. Poi, su mandato dell’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, il vicario generale, mons. Valter Danna, ha benedetto i locali, gli operatori della libreria e tutti i presenti. A testimonianza di un forte legame con la città, hanno partecipato all’inaugurazione la sindaca Chiara Appendino, e l’assessore comunale alla cultura, Francesca Leon. «Siamo grati a questo luogo», ha detto la prima cittadina. «E non solo perché, specie di questi tempi, investire in una libreria è un atto di coraggio. Riteniamo che qui i torinesi troveranno strumenti per educarsi a valori fondamentali: l’accoglienza, l’integrazione, la legalità, il senso di comunità».

«E siamo pronti a coinvolgere la libreria negli eventi culturali cittadini, come il Salone del Libro o la manifestazione “Portici di Carta”» ha aggiunto l’assessore alla cultura.