Il 20 marzo è stato pubblicato su Netflix l’ultimo atto di una saga che ha saputo appassionare milioni di spettatori in tutto il mondo: Peaky Blinders. L’apice della saga viene raggiunto nel film che chiude il cerchio della storia di Tommy Shelby, il noto gangster di Birmingham interpretato da un magistrale Cillian Murphy.

Ma chi erano davvero i Peaky Blinders e quanto di vero viene raccontato nelle stagioni che hanno reso questa serie tv un culto?

Se nella serie televisiva l’ascesa al potere criminale dei Peaky Blinders viene fatta risalire alla fine degli anni ’10 del 1900, la realtà ci racconta una storia differente. Il periodo d’oro dell’organizzazione in realtà si è svolto a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ed è stato molto più breve rispetto a quanto mostrato nella serie televisiva.

Ma la macro differenza tra realtà e fiction è legata proprio a un punto cardine di quest’ultima: la famiglia. Proprio quella famiglia che è croce e delizia per Tommy Shelby, in realtà non è mai esistita. Infatti, i Peaky Blinders non erano un’unica famiglia criminale organizzata, bensì un aggregato di bande di strada giovanili che operavano nei quartieri più poveri della città, come il noto Small Heath. Luoghi in cui, troppe volte, il crimine era l’unica alternativa alla fame per un giovane uomo. A differenza della famiglia Shelby, che nel corso della storia espande il suo potere ben oltre la sola Birmingham, i veri Peaky Blinders si dedicano a crimini molto più rudimentali come furti, pizzo in cambio di protezione ai negozianti e scommesse clandestine.

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La famiglia Shelby

Una caratteristica che accomuna storia vera e serie tv è l’amore dei Peaky per le feroci risse contro polizia o bande rivali. I leader del tempo erano riusciti a comprare il silenzio di poliziotti, avvocati e uomini d’affari: erano tutti sul loro libro paga, per questo la banda è stata intoccabile per un ventennio. Lo stile elegante dei protagonisti della serie era un tratto distintivo anche dei criminali di Small Heath dell’epoca. Berretti piatti, gilet e giacche sartoriali erano un’armatura di eleganza che comunicava potere e impunità tra i vicoli degradati degli slum. Ciò che molto probabilmente è fittizio legato agli outfit degli Shelby nella serie è la presenza dei rasoi nella visiera dei cappelli. Le lamette che Tommy e i suoi fratelli utilizzano durante le colluttazioni per ferire gli avversari erano in realtà un bene di lusso all’epoca.

Il personaggio principale è ispirato alla figura realmente esistita di Thomas Gilbert, il leader più vicino alla figura di Tommy. A differenza del personaggio interpretato da Cillian Murphy, Thomas Gilbert non era un reduce di guerra, ma un criminale attivo negli ultimi anni dell’Ottocento. Mentre molti Peaky Blinders erano dei “semplici” criminali di strada, Gilbert era uno dei membri più organizzati e astuti. Fu anche grazie a lui che i Peaky Blinders smisero di essere solo una banda di Small Heath e iniziarono a controllare altre aree della città come Cheapside. A differenza di Tommy però, Gilbert era limitato dalle barriere sociali dell’epoca: non arrivò mai a essere un membro del parlamento e non possedeva ville o cavalli.

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Se nella serie Billy Kimber (persona realmente esistita) viene soppiantato dagli Shelby, nella realtà dei fatti è successo esattamente il contrario. Furono proprio Kimber e la sua banda, i “Birmingham Boys”, a mettere fine al dominio dei Peaky Blinders nella città inglese.