Presidente Giancarlo Magalli?
«Su, non esageriamo. E poi porta male (ride, ndr)».

Su Internet impazza la campagna a sostegno della sua candidatura al Quirinale.

«Ho visto, ho visto, ne sono felice e lusingato».

Dica la verità: non lo sta facendo proprio un pensierino?
«Ma no, farei un danno al Paese, sarebbe un atto sciagurato».

Giancarlo Magalli, 67 anni, autore e conduttore tv, entra ogni mattino nelle case di migliaia di italiani con I Fatti Vostri. In video da più di trent’anni, frequenta i palazzi di viale Mazzini con i suoi pettegolezzi e veleni da quasi mezzo secolo. Insomma, è un’icona della Rai e dello show di Stato. Claudio Sabelli Fioretti lo ha definito un “idraulico pronto intervento”: «Una trasmissione andava male? Pronti! Giancarlo Magalli la rimetteva a posto. Un conduttore dava forfait? Nessun problema. Arrivava Magalli».
Nelle “quirinarie” lanciate online dal Fatto Quotidiano ha superato le 15mila preferenze stracciando il giurista Stefano Rodotà, staccato di oltre 5 mila voti. Lui precisa che di politica non ne capisce nulla però il suo nome piace a molti, «forse perché», azzarda, «i politici della vecchia nomenclatura hanno stancato i cittadini». Su Facebook i suoi fans sono schizzati in pochi giorni da 5 a 20mila, su Twitter spopola l’hastag #MagallialQuirinale. Insomma, un successone.
Se l’aspettava?
«No, mi ha sorpreso molto. È una simpatica iniziativa per evidenziare il distacco degli italiani, soprattutto dei più giovani, dalla politica e dai suoi vecchi riti».

Perché hanno scelto proprio lei?
«Forse perché sono distante anni luce dal mondo della politica, non ci capisco nulla. Stanno utilizzando ironicamente la mia faccia per manifestare il proprio dissenso e disagio. I giovani hanno tutto il diritto a farlo».

È vero che dopo l’exploit di consensi il Fatto gli ha chiesto di ritirarsi dalle “Quirinarie”? «Sì, mi fanno: “Tanto ormai hai vinto, meglio farsi da parte così il sondaggio ritorna alla normalità”».

E lei?
«“Non ci penso proprio”, ho risposto. Tanto il sondaggio è realistico comunque, no? E poi ritirandomi farei un torto a quei ragazzi che hanno voluto lanciare un messaggio preciso».
Vede che parla già come un politico.
«Ma si figuri! Non ho le competenze per fare il Capo dello Stato. Anche se…».

Cosa?
«Quanto a onestà e autorevolezza credo di avere le carte in regola. Nella mia carriera ho dimostrato di saper fare la Tv, che è il mio mestiere, e tutte le volte che mi hanno chiamato a tappare i buchi l’ho fatto bene e ho portato al successo tante trasmissioni».

Ma lei chi vorrebbe al Colle?
«Rodotà mi piace, ha autorevolezza e competenza, è un bravo giurista».

E Draghi? Era suo compagno di liceo al Massimo di Roma.
«Mario è bravo, competente. Peccato si sia chiamato fuori».

 Alla fine chi eleggeranno?
«Temo qualcuno della vecchia nomenclatura».

Nomi, nomi.
«Amato o la Finocchiaro. Ma spero di essere smentito».