A 5 anni dalla sua ultima partecipazione, Malika Ayane tra le voci più raffinate e magnetiche della musica italiana, torna in gara al Festival di Sanremo con il brano Animali notturni scritto dalla stessa Malika insieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta, che hanno anche composto il brano insieme a Giordano Cremona, Federico Mercuri e Luca Faraone. Nel corso della sua carriera, Malika ha partecipato 5 volte al Festival di Sanremo: la prima volta nel 2009 nella categoria "Nuove proposte" con il brano Come foglie, poi nel 2010 nei "Big" con Ricomincio da qui che ha ricevuto il Premio della Critica e il premio della Sala stampa radio e tv, nel 2013 con il brano E se poi, nel 2015 con il successo Adesso e qui (Nostalgico presente) che si è classificato terzo al Festival e ha vinto il Premio della Critica e l'ultima volta nel 2021 con il brano Ti piaci così.

La nuova avventura sanremese inaugura ufficialmente il rapporto, nato oltre un anno fa, tra l’artista milanese e la storica etichetta discografica Carosello Records, in collaborazione con M.A.S.T./Believe. Al suo incontro con i giornalisti a Milano parte proprio da qui, dalla nuova etichetta dopo tanti anni con Sugar, poi Warner:

«Quello che ho trovato con Carosello è uno spazio che mi dia la possibilità, con i miei tempi e i miei modi,di costruire un lavoro musicale che non sia soltanto un prodotto, ma qualcosa di autentico, che anche a distanza di anni si riconosca come importante. E non dimentico Believe, che è in squadra con noi e svolge un lavoro fondamentale». Malika torna con un nuovo disco dopo anni nei teatri: «Per me il teatro non stata è un’alternativa, ma un’integrazione. È stato il posto che mi ha permesso di incubare le idee in anni in cui non avevo chiaro dove stessi andando musicalmente, né forse chi fossi davvero. E Sanremo è sempre stato nella lista dei desideri, perché è una manifestazione che mi ha dato tantissimo fin dall’inizio, dove mi sento a mio agio: c’è l’orchestra, c’è un ambiente di lavoro positivo, che dà l’ansia giusta. Abbiamo aspettato il momento in cui fossi pronta, perché un’occasione così, se non sei strutturato e centrato, ti mastica e ti sputa. È meglio non sprecarla». E l’occasione è stato Animali notturni: «Un brano di cui mi sono innamorata subito. La particolarità principale è il tema scritto da Edwin, con cui avevo già lavorato. Questo mondo sonoro mi ha risucchiata completamente. Ogni volta che l’ascolto mi entusiasma sempre di più. Non mi capita quasi mai con le mie cose, perché di solito sono molto critica. Qui invece scopro sempre un suono nuovo, una chitarra diversa, un dettaglio che emerge. È bellissimo».

Malika Ayane è in gara al Festival di Sanremo con Animali notturni
Malika Ayane è in gara al Festival di Sanremo con Animali notturni
Malika Ayane è in gara al Festival di Sanremo con Animali notturni

Sanremo è una gara ed è inevitabile chiederle se mira al podio: « Il mio rapporto con il podio è noto, so che non vincerò mai, ma va bene così. Se dopo tanti anni siamo ancora qui a parlarne, significa che il percorso ha senso. Sono felice di condividere questo Sanremo con tante voci femminili diverse, ognuna con un’identità precisa: Arisa, Levante, Ditonellapiaga... E spero arrivi il giorno in cui non dovremo più contare quante donne ci sono sul palco. Da questo Sanremo mi aspetto di divertirmi tantissimo. L’ultimo Sanremo che ho fatto, nel 2021, era senza pubblico, ed è stata un’esperienza fortissima: mi ha rimesso a fuoco il valore delle cose. E stavolta vorrei viverlo con leggerezza, come una festa, dando a questa esperienza l’importanza che ha, senza paura. C’è anche il divertimento di non essere il centro di tutto, ed è una sensazione straordinaria.».

Dopo Sanremo però non ci sarà subito l’album: «Cinque anni per fare un disco devono portare a qualcosa di intenso, altrimenti sarebbe un’occasione sprecata. Negli ultimi anni ho scritto moltissimo, con amici, con persone sconosciute che poi sono diventate amici. Non so che disco verrà fuori, ma probabilmente uscirà in autunno, anche perché andremo in tour e abbiamo bisogno di canzoni nuove».

Dal titolo del brano si passa a come vive la notte Malika Ayane: «La notte fa parte della mia vita in modo molto concreto: tra concerti all’alba, aerei presi a orari impossibili, corse che finiscono quando sorge il sole. A che se la Milano della mia giovinezza nei locali è cambiata tantissimo. Molti dei posti che frequentavo non esistono più. Ricordo un locale clandestino in Darsena, un container in cui si entrava scavalcando: oggi sembra fantascienza, ma quella era la Milano della notte che vivevo». Ma non ci sono solo le notti milanesi: «Mi è capitato di entrare nei club all’alba dopo la maratona di New York ed è stata un’esperienza quasi mistica. Se poi devo pensare a un animale notturno, direi la mia gatta Marmitta: elegante quando dorme, fastidiosa senza motivo quando le gira. Mi rappresenta molto».

A tre giorni dalla cerimonia del 6 febbraio dei Giochi Olimpici allo stadio di Milano arrivano le domande “trabocchetto” su come andrebbe cantato l’inno nazionale e se ritiene giousto partecipare in caso di vittoria all’Eurovision: «Sull’inno nazionale penso che non esista un modo giusto o sbagliato di interpretarlo. È di tutti. L’importante è cantarlo sentitamente, ricordandosi le parole, e avere consapevolezza del momento e della responsabilità che rappresenta. Quanto all’Eurovision, è una questione complessa. Credo però che i grandi palchi possano essere occasioni per portare messaggi di inclusione e di pace. La presenza, unita alla possibilità di comunicare qualcosa di positivo, può fare la differenza. Io cerco di concentrarmi su questo: ricordare che facciamo parte di un mondo gigantesco e che abbiamo, ogni tanto, la possibilità di indirizzarlo verso qualcosa di un po’ migliore».

Infine un ricordo di Ornella Vanoni con cui ha condiviso il palco insieme a Simona Molinari, in occasione di per lo spettacolo jazz-sinfonico The Man I Love che nel 2025 ha aperto la rassegna “Jazz on Symphony”, ideata da Paolo Fresu e realizzata insieme al Teatro Comunale di Bologna.«Mi ha insegnato la libertà, la leggerezza e a ridere tantissimo».