Bologna si è svegliata nel primo giorno di Quaresima con una ferita profonda e uno shock . Nella notte tra il 17 e il 18 febbraio ignoti si sono introdotti nella Basilica della Beata Vergine di San Luca, sul Colle della Guardia, infrangendo il vetro protettivo della Sacra Immagine e sottraendo alcuni dei gioielli che ornano l’icona mariana, da secoli cuore spirituale della città e riferimento per tutti, credenti e no.

A dare notizia dell’accaduto è stata la diocesi di Bologna con un comunicato che parla di «intrusione» e di chiusura forzata della teca che custodisce l’immagine. È stato infranto il vetro antisfondamento allo scopo di sottrarre «alcuni preziosi dalla lastra argentata che lascia scoperti i volti della Madonna e del Bambino Gesù». A una prima ricognizione, fortunatamente, la Sacra Immagine non presenterebbe danni evidenti.

Un particolare dell'icona della Madonna nella basilica di San Luca a Bologna danneggiata
Un particolare dell'icona della Madonna nella basilica di San Luca a Bologna danneggiata

Un particolare dell'icona della Madonna nella basilica di San Luca a Bologna danneggiata

(ANSA)

L’allarme e la dinamica del colpo

Secondo una prima ricostruzione, i ladri si sarebbero arrampicati sui ponteggi del cantiere attivo sul lato destro del santuario, introducendosi da una porta laterale. L’allarme, riferisce il vicario arcivescovile don Remo Resca, era stato temporaneamente disattivato proprio a causa dei lavori e avrebbe dovuto essere ripristinato in questi giorni.

Oltre alla teca dell’icona, sarebbero state forzate anche le casseforti contenenti offerte. Dalla lastra argentata che ricopre l’immagine – lasciando scoperti i volti della Vergine e del Bambino – sono stati asportati diversi ex voto: anellini e piccoli monili donati nel tempo dai fedeli in segno di gratitudine e affidamento: «Ce n’erano una ventina, ne hanno prelevati una decina», ha spiegato don Resca, «il nostro cuore si è spaccato davanti al vetro rotto e alla porta forzata. Ma prevale la consolazione: l’immagine della Madonna è integra». Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Santa Viola; la polizia scientifica ha repertato anche un guanto che potrebbe rivelarsi utile per le indagini.

L'Icona della Madonna di San Luca sul sagrato della Cattedrale di San Petronio a Bologna l'8 maggio 2024
L'Icona della Madonna di San Luca sul sagrato della Cattedrale di San Petronio a Bologna l'8 maggio 2024

L'Icona della Madonna di San Luca sul sagrato della Cattedrale di San Petronio a Bologna l'8 maggio 2024

(ANSA)

La reazione del cardinale Zuppi: «Ripariamo il volto offeso»

Profondamente colpito il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, che ha ricevuto la notizia all’alba. «Quando alle 6.10 mi ha chiamato don Remo, non riusciva a parlare tanto era colpito», ha raccontato aprendo la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri in Cattedrale.

Il porporato ha annunciato per giovedì mattina una Messa di riparazione al santuario: «Celebro per riparazione e per ringraziare che i danni non sono stati peggiori». E ha aggiunto parole che vanno oltre la cronaca: «Forse quel furto, soprattutto dei gioielli, ci costringe a impreziosire noi quella Sacra Immagine che in maniera incredibile è stata violata. La riparazione rientra molto nell’itinerario della Quaresima: vogliamo riparare il volto offeso di Maria e ritrovarlo nella sua piena bellezza». Un invito a trasformare lo sdegno in cammino spirituale, a leggere l’episodio non solo come un atto criminoso ma come una ferita da sanare con la fede e la preghiera.

Un simbolo identitario per Bologna

La Basilica di San Luca non è soltanto uno dei luoghi più suggestivi dell’Emilia-Romagna, raggiungibile attraverso il lungo portico che dal centro storico sale fino al Colle della Guardia. È il simbolo per eccellenza di Bologna.

L’icona della Madonna – secondo la tradizione attribuita a san Luca evangelista – è venerata in città da oltre nove secoli. Ogni anno, nel mese di maggio, l’immagine scende in processione in città, rinsaldando un legame profondo tra la Vergine e il popolo bolognese. Nei momenti di calamità, guerre e siccità, a Lei la città si è sempre affidata. La memoria del cosiddetto “miracolo della pioggia” è ancora viva nella devozione popolare.

Non è un caso che anche le istituzioni civili abbiano parlato di un’offesa all’intera comunità. Il sindaco Matteo Lepore ha definito il gesto «un’azione che offende tutta la comunità bolognese», esprimendo vicinanza alla diocesi. Per molti cittadini, credenti e non, San Luca rappresenta un punto di riferimento spirituale e culturale, un segno che domina dall’alto la città e ne custodisce la storia.

Una ferita nel tempo della Quaresima

Che il furto sia avvenuto proprio nel giorno delle Ceneri rende l’episodio ancora più simbolicamente doloroso. «Come popolo bolognese siamo profondamente scossi e feriti per l’oltraggio a quanto di più caro ci accomuna», ha scritto la diocesi, invitando i fedeli a stringersi attorno a Maria «come a nostra Madre ferita». I gioielli sottratti hanno certamente un valore materiale, ma ben più grande è il valore affettivo e spirituale degli ex voto, segni concreti di grazie ricevute, lacrime asciugate, speranze affidate. Colpire quei monili significa colpire la memoria viva di un popolo.

La risposta della Chiesa bolognese, tuttavia, non si ferma all’indignazione. Nelle parole del cardinale Zuppi risuona un appello alla conversione e alla speranza: trasformare l’oltraggio in occasione di rinnovato affidamento, perché – come accade da secoli – la Madonna di San Luca continui a vegliare sulla sua città.