La vicenda del Titanic, il transatlantico inabissatosi per una collisione con un iceberg durante il suo primo viaggio il 14 aprile 1912, è forse quella più raccontata e rievocata in ogni forma. Dai primi film muti in bianco e nero al kolossal di James Cameron, dai romanzi ai libri per bambini, dai modellini alle pièce teatrali… Come se non ci stancassimo mai di rivivere quella tragedia e ogni volta sperare che la nave più bella del mondo, ribattezzata con una definizione poi rivelatasi tanto beffarda, “l’inaffondabile”, potesse all’ultimo momento evitare quell’iceberg che nessuno aveva voluto immaginare, accecati dal denaro, dal successo, dai titoli trionfali. Insomma, con un linguaggio contemporaneo, un evento a uso dei social che trascura sicurezza, limiti umani e potenza della natura e che mette l’apparenza — le famose scialuppe insufficienti per non rovinare l’estetica della fiancata — al primo posto, anche a rischio di virare in tragedia.

Una cosa non abbiamo ancora potuto fare, pur abbeverandoci a tutte le rievocazioni della breve e triste storia del Titanic: salire a bordo. Un viaggio indietro nel tempo che ora è diventato possibile grazie alla realtà virtuale.

Titanic: un viaggio nel tempo, un’innovativa esperienza di realtà virtuale visitabile presso lo Spazio Bergognone 26 e realizzata da Fever – piattaforma tecnologica leader mondiale nella scoperta di esperienze culturali e intrattenimento dal vivo – è un percorso di 45 minuti reso possibile da un visore che ci trasforma in personaggi a bordo del Titanic. Sviluppata in collaborazione con gli esperti di Musealia – incaricati di assicurare l’accuratezza storica dell’esperienza – Titanic: un viaggio nel tempo inizia nel cuore dell’oceano, a quasi 4 km di profondità, dove gli ospiti potranno osservare il relitto nel suo stato attuale.

Grazie al design interattivo, ogni momento è progettato per dare ai visitatori la sensazione di trovarsi davvero a bordo del transatlantico ed essere parte attiva della storia. Potranno infatti interagire con oggetti presenti nell’ambiente virtuale – per esempio gettando il carbone nel fuoco per alimentare il motore – e incontrare membri dell’equipaggio, come l’ingegnere che ha progettato l’imbarcazione e il capitano Edward John Smith. Ma anche apprendere dettagli sulla sua costruzione, sui materiali usati, sulla potenza dei motori… Ci siamo divertiti ad aprire le ante dell’armadio della cabina dove erano collocati gli inutile giubbotti salvagente, abbiano afferrato una mela da un vassoio, pulito il ponte con una ramazza, gettato con una pala carbone nel fuoco che alimentava i motorti venendo “colpiti” dalle scintille incandescenti, provato le vertigini di chi in realtà cammina sul pavimento ma ha l’illusione di scendere le scale… Un’esperienza davvero coinvolgente e molto innovativa.

Prima di salpare, un ripasso della vicenda potrà esserci utile.

LA VERA STORIA DEL TITANIC

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Il Titanic, considerato il transatlantico più lussuoso e sicuro del suo tempo, partì il 10 aprile 1912 dal porto di Southampton, in Inghilterra, diretto a New York. Costruito nei cantieri Harland and Wolff di Belfast per la compagnia White Star Line, era lungo quasi 270 metri e poteva trasportare oltre 2.200 persone tra passeggeri ed equipaggio. A bordo viaggiavano ricchi industriali, emigranti in cerca di fortuna e membri dell’alta società europea e americana. La nave era ritenuta quasi “inaffondabile” grazie ai suoi compartimenti stagni, una convinzione che contribuì a diffondere un eccessivo senso di sicurezza.

Cultura e spettacoli

Ecco chi erano gli italiani sul Titanic

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Dopo le soste a Cherbourg, in Francia, e a Queenstown, in Irlanda, il Titanic iniziò la traversata dell’Atlantico. Nei primi giorni il viaggio si svolse senza problemi, tra feste, cene eleganti e la vita lussuosa della prima classe. Tuttavia, il 14 aprile diversi messaggi radio avvertirono della presenza di iceberg lungo la rotta. Nonostante gli avvisi, la nave continuò a navigare ad alta velocità nelle acque gelide del Nord Atlantico.

Alle 23:40 del 14 aprile 1912, le vedette avvistarono un enorme iceberg davanti alla nave. Il tentativo di evitare l’impatto fu inutile: il Titanic urtò il ghiaccio sul lato destro dello scafo. L’urto provocò l’apertura di diverse fenditure sotto la linea di galleggiamento e almeno cinque compartimenti si allagarono rapidamente. I progettisti avevano previsto che la nave potesse restare a galla con quattro compartimenti invasi dall’acqua, ma non con cinque. Il destino del Titanic era ormai segnato.

Poco dopo mezzanotte iniziò l’evacuazione. Le scialuppe di salvataggio, però, erano insufficienti per tutti i passeggeri: potevano contenere circa la metà delle persone a bordo. Inoltre molte furono calate in mare semivuote, perché all’inizio nessuno riusciva a credere che la nave sarebbe davvero affondata. Donne e bambini vennero fatti salire per primi, mentre l’orchestra continuò a suonare per calmare i passeggeri.

Nelle prime ore del 15 aprile il Titanic si spezzò in due e scomparve nelle acque dell’Atlantico. Morirono circa 1.500 persone, soprattutto membri dell’equipaggio e passeggeri di terza classe. Solo circa 700 sopravvissero, soccorsi dal piroscafo Carpathia arrivato ore dopo il naufragio. La tragedia sconvolse il mondo e portò a nuove norme sulla sicurezza in mare, imponendo più scialuppe di salvataggio e un servizio radio continuo sulle navi.

Una foto di archivio della prua del relitto del Titanic. (EPA)

Per tutti i dettagli della vicenda, foto, nuove ipotesi, il sito più esaustivo da consultare è quello del massimo esperto italiano, Claudio Bossi www.titanicdiclaudiobossi.com/