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A volte un cortometraggio vale più di mille parole… è il caso di un filmato, creato e prodotto presso la Scuola di Teatro e cinema di Genova Zuccherarte fondata nel 2009 dai film-maker Marco Di Gerlando e Ludovica Gibelli. Con l’opera intitolata Giovanni, in poco più di 4 minuti, apprendiamo una lezione molto semplice sul gioco, l’educazione, gli stereotipi di genere e il pregiudizio
Giovanni è un bambino di 6 anni, sta andando al parco insieme a sua mamma. Il bimbo spinge un passeggino sul quale è appoggiato un bambolotto. La mamma è impegnata in una telefonata, così indica al figlio una panchina dove sedersi ad attenderla. In questa panchina c’è anche un signore sui 60 anni che sta leggendo un giornale. Il signore è stupito nel vedere il bimbo che accudisce un bambolotto, e comincia a parlare con lui…
Marco Di Gerlando e Ludovica Gibelli hanno girato questo cortometraggio affrontando il tema degli stereotipi di genere con la giusta “leggerezza”, con stile e classe, senza urlare o fare “comizi cinematografici”. Non a caso ha vinto numeri premi nazionali ed internazionali. Sicuramente perché il tema del sessismo viene declinato, in questo film garbato e misurato, attraverso la messa in discussione dei ruoli: femminile e maschile si fondono creando confusione nella mente di un uomo maturo che, alla fine, vede tutti i suoi pregiudizi crollare davanti ai giochi di un bambino.
La storia raccontata è tratta da un fatto realmente accaduto in Piemonte.



