Da anni dedico tempo ed energie all’accudimento dei miei genitori anziani. Mio padre ha più di 90 anni, è l’unico Amministratore di sostegno di mia madre, malata di Alzheimer, che ha 6 anni meno di lui. Lui non vuole alcun aiuto esterno in casa, eccetto noi due figlie, da cui pretende l’accudimento totale di sua moglie (la malattia ha esordito 10 anni fa).

Lui gestisce in modo totalmente egoistico e autoritario la situazione. Non sappiamo, per esempio, come prevede di organizzare il futuro (morte/malattia sua?) perché, alla richiesta esplicita, tace. So che l’unica azione che potrei fare, essendo lui “capace di intendere e volere”, è chiedere una revisione al Giudice tutelare.

Questa scelta però determinerebbe la rottura dei rapporti e non vorrei arrivare a tanto. So che nella sua rubrica lei parla soprattutto della relazione dei genitori con i propri figli in crescita. Io le chiedo di parlare anche della relazione tra genitori anziani e figli adulti, che sono spesso schiacciati tra due generazioni (anziani e minori) di cui si devono prendere cura totale, rimanendone intrappolati.

Spesso nella vostra rivista leggo articoli che valorizzano gli anziani, raccontati come aiuto e risorsa per la famiglia (in molti casi lo sono). Non parlate mai di quelli con cui i figli faticano e hanno problemi a causa loro. A mio avviso manca l’equilibrio: sono dovuta diventare mamma dei miei genitori e, pur sentendomi stremata, devo continuare ad accudirli pur avendo io stessa quasi l’età adatta ad essere nonna. Vivo una fatica infinita.

Carmela

– Cara Carmela, come molti altri della tua generazione stai vivendo la “sindrome degli schiacciati”, che accomuna adulti impegnati dalla crescita dei nostri figli che si trovano a dover gestire anche emergenze e bisogni dei propri genitori anziani.

Sono i problemi della la cosiddetta “generazione sandwich".

È difficile costruire un equilibrio dentro a vite sovraffollate di richieste. Nel tuo caso direi che la cosa che va cambiata è la rigidità di tuo padre. Si trova nella posizione di chi comanda e dà ordini, ma non è più in grado di fare nulla.

La “centrale di comando” è rimasta nelle sue mani, mentre a voi tocca la “centrale operativa”, ovvero l’obbligo di fare tutto quello che serve. Lui ordina e dispone del vostro tempo e delle vostre energie. Ma ormai, da come ci fai capire, la situazione sembra diventata insostenibile.

Cosa è giusto fare in questi casi? È giusto fare la cosa che serve: ovvero far entrare nella casa dei tuoi genitori una persona che aiuti e sostenga, non obbligando voi figli a turni massacranti che vi portano a sacrificare la vostra stessa famiglia. Vostro papà non vuole? Pazienza: si dovrà abituare. Puoi trovare ispirazione per compiere questo passaggio nel libro La distanza che cura di V. Locati (Mondadori) e ne Il ritorno dello tsunami (De Agostini), il cui sottotitolo sembra proprio parlare a te: “Tra figli che spingono e genitori anziani che non mollano, una guida per la generazione che sta nel mezzo”.