«Domani giungo a casa dei miei nonni. Vi aspetto per festeggiarmi con un aperitivo e un pasticcino». È una gioia sapere che il piccolo Mattia, il neonato nato nel Casertano, inizialmente affidato alle cure del 118 e poi riconosciuto dal padre 19enne, è tornato a casa a Pignataro Maggiore. Di più, in suo onore è stata organizzata una festa benvenuto con tanto di invito traboccante di colori, cuori e palloncini. Ed è davvero una grande gioia sapere che il piccolo ora è circondato da amore, tanto da poter “tornare” a casa. Il Tribunale per i minorenni di Napoli ha infatti disposto l’affidamento ai nonni materni: il piccolo vivrà con loro e con la mamma 16enne, mentre il papà lo potrà frequentare in maniera protetta.

Dopo una gravidanza tenuta nascosta nove mesi e il ricovero all’ospedale Cardarelli di Napoli, il rientro a casa di Mattia è – in tutto e per tutto – una buona notizia. Perché se la nascita di un bambino è di per sè un germoglio di speranza, nella pur breve esistenza di Mattia la speranza è già germogliata “contro ogni speranza” ben tre volte.

La prima quando è venuto al mondo, partorito in casa nel segreto, da una mamma e da un papà, giovani e probabilmente spaventati e disorientati al punto da chiamare il 118 inscenando il ritrovamento di un bebè per strada. La seconda quando il giovane ha prima ammesso ai Carabinieri di essere il padre del bambino e poi, insieme alla mamma, ha dichiarato di voler vederlo crescere. La terza, quando attorno a lui ha preso forma una rete di affetto e accudimento. 

A prendesi cura di Mattia e – immaginiamo – dei suoi giovani genitori, è oggi la “famiglia allargata” dei nonni e di quanti, con coraggio e ottimismo, hanno scelto di superare lo smarrimento iniziale e unire le forze in nome della vita. E, a mettersi nei loro panni, appare chiaro come non fosse scontato: non era scontato superare lo shock di un evento dirompente di cui non si era al corrente, non era scontato decidere di mettersi a disposizione ben sapendo quanti cambiamenti comporta l’arrivo in casa di un neonato.
Ora è impossibile dire che strada prenderà la vita di Mattia, della sua mamma e del suo papà. In attesa di ulteriori sviluppi (per la madre minorenne è in corso l’autorizzazione al riconoscimento, per il padre i servizi sociali dovranno prima valutarne la capacità genitoriale), sempre i servizi sociali continueranno a monitorare il piccolino e l’evoluzione dei rapporti familiari. E poi chissà. Certo è che il cammino di Mattia si è aperto con tre germogli di speranza e – nelle fragilità dell’esistenza – non è poco.