Quando le raggiungiamo al telefono nella loro comunità, le Suore Minime dell'Addolorata di Bologna sono ancora incredule. «Sabato 8 agosto alle 22.45 è suonato l’allarme della culla per la vita e ci siamo rese conto subito che questa volta al suo interno era stato lasciato qualcosa di speciale». Così le sorelle non ci hanno pensato un secondo; hanno chiamato il 112 e poi il 118 che è arrivato velocemente per accertare lo stato di salute della bambina. Nella culla, infatti, è stata lasciata una neonata «ben tenuta, pulita e in buona salute» ci raccontano «e noi abbiamo suonato le campane a festa come facciamo per annunciare il momento di preghiera».

Perché questa esperienza ha qualcosa di umano e di spirituale insieme a cui è difficile dare parole. Le suore ci provano a distanza di qualche giorno senza ancora riuscire a trovarle sopraffatte dall’emozione e dall’entusiasmo e ci raccontano com’è nata l’avventura della culla per la vita: «È stata inaugurata il 13 maggio 2017, una data per noi significativa perché si celebra la memoria della Beata Vergine Maria di Fatima, e in questi nove anni è capitato che suonasse altre volte. Per errore, perché veniva messa la posta o perché venivano depositati per sbaglio degli oggetti. Ma da quando l’associazione Medici Cattolici l’ha installata nella recinzione della nostra casa nello spazio che abbiamo dato in comodato d’uso gratuito tutte noi consorelle ci siamo abbiamo assunto l’impegno di prendercene cura motivo per cui la comunità non è mai vuota, ma la presidiamo 24 ore su 24».

L’8 agosto scorso, rispetto a tutte le altre volte, è stato diverso perché nella culla c’era un bebè: «quando è suonato l’allarme abbiamo guardato nel monitor e nel vedere che c’era una piccolina ci siamo alzate tutte per raggiungerla, molte di noi erano già a dormire. C’è stato un trambusto incredibile in comunità, un'emozione enorme all’idea di collaborare alla custodia della sua vita. Abbiamo visto che stava bene e l’abbiamo coccolata. Per non chiamarla solo “piccolina” abbiamo pensato di darle un nome Maria Stella, Maria per la devozione alla Madonna e perché siamo vicini al 15 agosto e all’Assunzione di Maria». Un nome scelto col cuore dalle consorelle e che è stato consegnato agli operatori del 118 che l’hanno trasportata immediatamente all’ospedale Sant’Orsola. «Senza nessun impegno si sa, chi se ne prenderà cura poi deciderà».

Maria Stella è arrivata così, nel silenzio di una calda notte d’estate, affidata a una culla pensata proprio per accogliere la vita quando tutto sembra più difficile. Per le suore che l’hanno trovata è stata un’emozione inattesa, ma anche la conferma concreta del senso di quella presenza discreta e costante: esserci, giorno e notte, perché nessuna vita venga lasciata sola. Ora sarà qualcun altro a prendersi cura di lei e a decidere il suo cammino. Alle sorelle resta il ricordo di quei pochi, intensissimi minuti in cui l’hanno stretta tra le braccia e hanno suonato le campane a festa. E il nome scelto per lei, Maria Stella con l’augurio che la sua vita possa continuare sotto “una buona stella”.