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Gli studenti dell'Istituto Mario Pagano di Napoli impegnati nell'esame di maturità 2024
Prima la lectio sulla missione dei Dodici apostoli, poi il segno con un olio profumato dalla Terra Santa, infine le chiacchiere e i saluti nell’atmosfera fraterna di Casa giovani, la struttura diocesana dedicata alla pastorale giovanile. Così monsignor Andrea Andreozzi, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola nelle Marche, ha benedetto le studentesse e gli studenti che dal 18 giugno affronteranno l’esame di maturità. Un augurio diretto ai 50 giovani presenti ma valido per tutti i maturandi d’Italia.


«Durante la lectio ho insistito sulla doppia valenza della missione: discepolo è colui che impara, apostolo colui che è mandato. Per essere inviato occorre prima imparare, avere l’umiltà di lasciarsi preparare, formare attraverso l’esperienza di vita che il Maestro propone». Un’immagine chiara per gli studenti che vanno incontro agli esami di Stato. Così, rivolgendosi direttamente a loro, il vescovo ha ripreso: «Avete vissuto cinque anni di formazione e ora ricevete l’incarico di andare avanti nella vita da soli, in piena responsabilità. A tutti è affidato con fiducia un compito, portate avanti il vostro e fatelo con serietà».
Inviati in missione, ha notato ancora Andreozzi, gli apostoli partono senza Gesù. «Allo stesso modo anche voi studenti. Anche se non vi sentite del tutto pronti, buttatevi, fidatevi e vivete la responsabilità che vi è assegnata. E andate sereni davanti alla commissione». I giovani, riporta il vescovo, ascoltavano attenti ed emozionati. «Avevano un carico di gioia, freschezza e concentrazione – nota ancora il porporato – La tappa che attraversano è bella, carica di dimensioni intellettive ed affettive, come anche di nuove prospettive».
Per i maturandi di tutta Italia gli esami cominceranno giovedì 18 con la prova scritta di italiano. A seguire, venerdì 19, la seconda prova di indirizzo, poi la terza – dove prevista – il 25 giugno e, infine, gli orali. Nel clima di preghiera di Casa Giovani a Fano non sono mancati sorrisi e invocazioni per la pace: «Sono giornate da vivere con passione, nella doppia dimensione della prova e della fatica ma anche del vivere intenso – ha chiuso Androzzi – la passione è l’anima della vita, auguro agli studenti di sentire passione per gli anni di studio appena terminati e per ciò che cominceranno a settembre».








