Sette giorni di duro lavoro per centinaia di maestranze, molte delle quali sentono il bisogno di conforto spirituale. La tradizione di celebrare una Messa per i lavoratore del Festival di Sanremo in passato c’era, ma poi è stata interrotta. Con questa edizione invece riprendere grazie all’iniziativa di don Walter Insero, docente di teologia all’università Gregoriana e che fa parte della cappellaneria della Rai. Si trova a Sanremo da ieri e rimarrà per tutta la durata del Festival «La Messa nasce dal desiderio di condividere questa esperienza con tutte le maestranze Rai», ci racconta don Walter Insero. «La macchina di Sanremo è fatta di tante persone che lavorano dietro le quinte, anche da mesi prima, e non appaiono come i cantanti e i conduttori, ma sono fondamentali. Il loro è un grande lavoro di squadra: sono come« un’orchestra, in cui ognuno gioca il suo ruolo».

Copyright © 2019 Marco Rubino
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La Chiesa di San Siro a Sanremo (Getty Images)

«Il primo appuntamento è stato quello di questa mattina, il giorno del Signore, che coincide anche con l’inizio del Festival, almeno qui a Sanremo». Poi la gara trasmessa in diretta TV inizia martedì 24. Ma solo oggi sono arrivati 180 collaboratori Rai; altri già c’erano e altri arriveranno. Insomma, un esercito di persone. «Alla messa nella Chiesa di San Siro non eravamo tantissimi, ma c’erano rappresentanti di un po’ tutte le tipologie di lavoratori Rai».

Don Walter Insero durante la Messa di domenica 22 febbraio nella Chiesa di San Siro a Sanremo

Il Vangelo del giorno, quello dedicato alle tentazioni di Gesù nel deserto da parte del diavolo ha dato a don Walter Insero l’occasione di fare una riflessione sul fatto che la tentazione arriva nel momento di maggiore vulnerabilità. «Ecco che il diavolo trova un terreno fertile per dividere, come il suo nome stesso indica (diabolos: colui che divide). E allora qui si vive insieme, si lavora insieme,spesso sotto stress, con ansia, preoccupazione, e possono nascere screzi, tensioni. Allora li ho esortati a fare squadra e a superare le divisioni. Ci tengo però a dire che mi colpisce molto vedere che chi fa questo lavoro con sacrificio, perché sta lontano da casa per tanto tempo, ha anche un forte senso di appartenenza all’azienda Rai, sapendo di contribuire a il Festival della canzone italiana in tutte le case. E questo forte senso di appartenenza è anche un collante per le relazioni tra i lavoratori. Inoltre durante la Messa di stamattina sono stati anche ricordati tutti gli artisti che hanno partecipato negli anni al Festival di Sanremo e che sono scomparsi di recente, pregando per loro: Pippo Baudo, Beppe Vessicchio, Ornella Vanoni, Celso Valli, Sandro Giacobbe, Tony Dallara, Gianni Pettinati, Nora Orlandi. Un artista ovviamente ci lascia molto di sé e della sua anima, e sapere che può essere ricordato nella Messa, ce li fa sentire più vicini a tutti».

L'interno della Chiesa di San Siro a Sanremo

Da lunedì al prossimo sabato ogni mattina ci sarà la Messa feriale celebrata da don Walter Insero prima che i lavoratori siano assorbiti dalla giornata. Sarà dalle 10.30 alle 11, sempre nella Chiesa di San Siro, ma chiunque, gli artisti stessi, i turisti, i cittadini sanremesi, può partecipare. «Penso sia bello sapere che c’è questa oasi di preghiera nel cuore di Sanremo, nella chiesa più antica, le cui origini risalgono a prima dell’anno Mille, dove c’è una piccola comunità che si riunisce e prega. Credo possa essere di conforto anche a chi non potrà venire, perché la celebreremo a sostegno di tutti i lavoratori, invocando la benedizione del Signore su di loro, come se fossimo una sorta di parafulmine spirituale». Per il resto del giorno don Walter Insero girerà per i tanti luoghi che animano di eventi la cittadina ligure, pronto a dare conforto spirituale a chiunque ne abbia bisogno, come nella tradizione di ogni cappellano che va in mezzo al suo gregge.